L’Italia del Giro si tinge di rosa

Al via la competizione ciclistica che da cent’anni unisce città, borghi, colline e montagne della Penisola

di Ida Bini

OLBIA - Ventuno tappe, 3.500 chilometri, 22 squadre ufficiali e 1 secolo di vita: sono alcuni dei numeri della centesima edizione del Giro d’Italia (www.giroditalia.it), la gara ciclistica più amata dagli appassionati di bici da corsa, che dal 5 al 28 maggio percorrerà in lungo e in largo la nostra Penisola. I grandi campioni, i gregari e i ciclisti professionisti provenienti da tutto il mondo partiranno per la prima volta da Alghero, in Sardegna, e attraverseranno località famose, strade secondarie e cime storiche fino a Milano, tappa conclusiva, alla ricerca di record, vittorie e della mitica maglia rosa. Gli appassionati delle due ruote potranno seguire i corridori, scoprendo la bellezza delle nostre città e delle tante strade che le due ruote percorreranno, da Sud a Nord.

Per la terza volta, dopo le edizioni del 1991 e del 2007, si parte dalla Sardegna: la prima tappa, veloce e caratterizzata da molti saliscendi, comincia per la prima volta nella storia dalla bella cittadina di Alghero, l’antico borgo catalano adagiato sulla baia della riviera del Corallo, e dopo 206 chilometri giunge a Olbia, città affacciata sul golfo che racchiude le bellissime isole di Tavolara e Molara. E’ la località sarda da dove partono le escursioni alla scoperta dei siti archeologici più famosi: il nuraghe Riu Mulinu, la tomba dei giganti di Su Monte de S’Abe e il pozzo sacro Sa Testa.

La seconda tappa collega Olbia a Tortolì, pedalando per 221 chilometri nell’entroterra sardo. E’ la prima volta che il Giro tocca la cittadina in provincia di Nuoro, che si protende verso il mare dell’Ogliastra; qui la costa è uno spettacolo con le spiagge più belle e i colori che si uniscono ai profumi della macchia mediterranea. La terza tappa arriva a Cagliari dopo 148 chilometri: le squadre percorrono le località più famose della spettacolare costa meridionale, come Villasimius e Capo Boi, fino al capoluogo, dominato dal castello e dalle vestigia romane.

Il popolo del Giro il 9 maggio si trasferisce in Sicilia per la quarta tappa da Cefalù, delizioso borgo ai piedi di un promontorio roccioso, a Etna, percorrendo 181 chilometri tra le bellezze naturali e archeologiche siciliane. All’arrivo a Nicolosi, “la porta dell’Etna”, si è accolti dal monastero benedettino di san Nicolò l’Arena, costruito agli inizi del XII secolo.

ùLa quinta tappa è di media montagna: parte da Pedara e arriva a Messina dopo 159 chilometri. Adagiata sulle colline meridionali dell’Etna, a Pedara meritano una visita la basilica di santa Caterina, che nasconde al suo interno affreschi di pregio, e l’imponente campanile che si staglia sul golfo di Catania. Altro trasferimento l’11 maggio, si passa in Calabria per la sesta tappa da 217 chilometri, da Reggio a Terme Luigiane di Acquappesa sulla riviera dei Cedri. La settima tappa di 224 chilometri vede i ciclisti gareggiare da Castrovillari, suggestiva cittadina adagiata alle falde del Pollino, ad Alberobello, la cittadina pugliese dei trulli, patrimonio dell’Umanità, per la prima volta inserita nel Giro d’Italia. Poi il 13 maggio ci sono i 189 chilometri da Molfetta, suggestivo borgo sull’Adriatico, a Peschici, località balneare del parco nazionale del Gargano. Durante questa tappa si attraversano note cittadine e borghi della costa pugliese.

Misura 152 chilometri la nona tappa, piuttosto impegnativa, da Montenero di Bisaccia, cittadina molisana che per la prima volta vede il Giro, a Blockhaus, una delle vette più alte dell’Abruzzo nel massiccio della Majella, attraverso Francavilla a Mare, Chieti e Roccamorice, tra grotte, profondi valloni e aspri canyon. La decima tappa, breve e quasi pianeggiante, si corre in Umbria da Foligno, cuore della regione, a Montefalco, inedita per il Giro: la cittadina medievale, chiamata anche “Ringhiera dell’Umbria”, è la capitale dell’arte e del vino rosso Sagrantino.

La tappa appenninica del 17 maggio, lunga 161 chilometri, si corre tra la Toscana e la Romagna: si parte da Firenze e dopo aver superato 4 colli pieni di tornanti e paesaggi mozzafiato si arriva per la prima volta a Bagno di Romagna, località termale d’origine romana. E’ nel cuore dell’Emilia Romagna la dodicesima tappa, lunga 234 chilometri, che si corre da Forlì, città romana e rinascimentale, a Reggio Emilia; è la tappa ideale per i velocisti che, superato Barberino del Mugello e il valico dell’Appennino, hanno a disposizione lunghe e ampie strade pavimentate e pianeggianti. Tappa piattissima è quella del 19 maggio che va da Reggio a Tortona, città ricca di storia, dopo 167 chilometri: si pedala lungo la via Emilia e, in parte, lungo il tracciato di un’altra classica gara ciclistica., la Milano-Sanremo. La tappa numero 14 è divisa in due parti: 120 chilometri piatti e veloci da Castellania, dove si trova la casa natale di Fausto Coppi, trasformata in un visitatissimo museo, a Oropa, montagna cara al grande campione Pantani, dopo aver attraversato Vercelli e Biella su una strada più tortuosa e impegnativa. A 1.200 metri d’altezza si trova il santuario di Oropa, da secoli meta di fedeli che salgono a pregare la Madonna nera; il sacro monte che circonda il santuario è stato inserito tra i patrimoni tutelati dall’Unesco. Il 21 maggio si corre da Valengo, borgo adagiato ai piedi delle montagne biellesi, per 199 chilometri fino a Bergamo, il cui centro storico, la città alta, è ricca di tesori artistici che meritano una visita attenta.

La tappa alpina del 22 maggio, che dista 222 chilometri, prevede un fortissimo dislivello: si parte da Rovetta, piccolo borgo della Val Seriana, e, superato Edolo, si scala lo Stelvio fino a Bormio, rinomata località sportiva e termale nel cuore dell’Alta Valtellina.

La tappa numero 17 misura 219 chilometri e parte da Tirano, al confine con la Svizzera, dove è bene visitare la basilica e passeggiare nel centro storico, ricco di palazzi storici. Da qui si può salire a bordo del celebre trenino rosso del Bernina, patrimonio mondiale dell’Unesco, che arriva a St. Moritz raggiungendo i 2.250 metri di quota, regalando panorami da favola. La tappa termina a Canazei, uno dei centri turistici più importanti della Val di Fassa, circondato dalle Dolomiti più maestose.

Ma la tappa più attesa è la numero 18 che da Moena, perla dolomitica tra la val di Fassa e la val di Fiemme, porta a Ortisei nel cuore della Val Gardena dopo 137 chilometri, scalando i passi più famosi: Pordoi, Gardena e Pontives. Sullo sfondo i giganteschi monumenti geologici delle Dolomiti, patrimonio mondiale dell’Unesco. Il 26 maggio si corre la tappa numero 19 di alta montagna da San Candido, per la prima volta nella storia del Giro, a Piancavallo, ampio e soleggiato altopiano a nord di Pordenone, tra cime dolomitiche e tornanti mozzafiato. La penultima tappa, che si corre per 190 chilometri il 27 maggio, è pianeggiante e parte da Pordenone con il suo elegante centro storico veneziano, e arriva ad Asiago attraverso le pendici delle Prealpi trevigiane e il monte Grappa. Asiago sorge sull’altopiano più vasto d’Italia, una conca verde nel cuore delle montagne venete circondata da cime che arrivano a 2.350 metri d’altezza.

L’ultima tappa del Giro d’Italia, il 28 maggio, va da Monza a Milano ed è a cronometro: si parte sul rettilineo d’arrivo dell’Autodromo di Monza, si prosegue nel parco, vicino alla Villa Reale e si arriva nella centralissima piazza Duomo di Milano, dopo aver percorso i viali cittadini e le vie più strette del centro storico.

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