Viaggio nei luoghi cantati da Franco Battiato

Dagli Usa all'Africa e al Medio Oriente, sulle note del Maestro

Redazione ANSA MILO

di Ida Bini (ANSA) - MILO, 18 MAG - "Vagavo per i campi del Tennesse" canta nel brano "La Cura" il musicista, artista e filosofo Franco Battiato, scomparso il 18 maggio nella sua casa di Milo, in Sicilia. La sua casa, in realtà, era il mondo che ha cantato e studiato con animo sensibile, eclettico e colto per tutta la vita. Per omaggiare la grandezza del Maestro vi portiamo tra i luoghi che ha citato nei suoi brani più famosi e popolari. Sono complessivamente 59, sparsi per tutto il pianeta e riuniti da un fan di Battiato in una mappa con tutti i luoghi citati nei testi del musicista e che si possono consultare sul sito mappiato.it.
    E' un modo per celebrare un grande artista e continuare a viaggiare assieme alla sua musica.
    Negli Stati Uniti i luoghi citati sono il Tennessee, appunto, Miami nel brano "Chanson egocentrique", dove parla anche di New York e di Avenue Park. Nel brano "Clamori" canta Harlem e Wall Street, due facce della stessa città, e la sua riflessione contro la guerra.
    In Africa 8 sono i luoghi che riporta nei suoi brani: il deserto algerino - "Voglio vederti danzare come le zingare del deserto" - e, in Tunisia, la città di Tozeur nell'omonimo brano con le sue "strade deserte" e Cartagine con la sua ricca storia, i commercianti punici e le bellezze archeologiche "a immagine di Roma". In Libia ci parla di Tripoli nel brano "Lettera al governatore della Libia" e denuncia "I trafficanti d'armi occidentali" mentre nel disco "L'Egitto prima delle sabbie" cita Alessandria e le piramidi d'Egitto. Scendendo verso l'Etiopia nella canzone "Pasqua etiope" parla dei "commercianti punici" che "prendevano sentieri di montagna per evitare i doganieri e arrivare in Abissinia".
    In Europa Battiato canta Lisbona nel brano "L'imboscata": "Ti porto con me, Segunda feira de Lisboa, nel mio antico mare, nell'acqua occidentale, nel Mediterraneo affollato di navi e corpi d'ignudi nuotatori". In Francia è l'atmosfera della Bretagna a stregarlo nel popolare brano "Centro di gravità permanente" mentre dell'Irlanda si fa coinvolgere dai ritmi folk contrapposti all'esoterismo dei balli orientali "Nell'Irlanda del Nord, nelle balere estive coppie di anziani che ballano al ritmo di sette ottavi".
    Alcuni brani sono stati destinati all'Italia: canta Milano nel brano "Quando ero giovane" e racconta le biciclette di Forlì, della via Emilia e di Borgo Panigale che descrive in modo suggestivo nella canzone "Frammenti": "Hai mai veduto a Borgopanigale un'aurora simile alla boreale?". Battiato cita anche Venezia che "mi ricorda istintivamente Istanbul, stessi palazzi addosso al mare, rossi tramonti che si perdono nel nulla". Nei suoi testi, quelli più poetici, c'è anche la Sicilia, ovviamente, con Catania, lo stretto di Messina e i monti Iblei.
    Nel brano "Alexanderpltaz", interpretato magistralmente da Milva, Battiato racconta di una Berlino ancora divisa dal muro dove si vive la solitudine, e delle difficoltà di una giovane ragazza transessuale in lotta per farsi accettare. In "Strade dell'est" Battiato canta l'Albania mentre "Radio Tirana trasmette musiche balcaniche". Di San Pietroburgo, a cui ha dedicato un'intera canzone, racconta "Le donne curve sui telai, vicine alle finestre, un giorno sulla Prospettiva Nevskij per caso vi incontrai Igor Stravinskij".
    Il Medioriente e l'Oriente con le loro culture e religioni furono per l'artista siciliano una grande sfida e una continua fonte d'ispirazione; in "Odore di polvere da sparo" canta Baku, la capitale dell'Azerbaijan, e la follia della guerra: "Le truppe schierate di fronte a un ordine sparano i fucili. Le prime file cadono a pioggia, il fiume si addensa al sudore".
    Di Konya in Turchia canta, sempre nel brano "Voglio vederti danzare", il ballo dei dervisci che ruotano in modo ipnotico con le braccia aperte come ali e con una mano rivolta al cielo e l'altra alla terra. Sono i monaci islamici sufi che appartengono alla confraternita afghana dei Mevlevi e ballando partecipano a una cerimonia sacra. Proprio dell'Afghanistan, Battiato canta "L'ira funesta dei profughi afghani che dal confine si spostarono nell'Iran", citazione del celebre brano "Cuccurucucù" dove Battiato usa il proemio dell'Iliade per raccontare la storia di milioni di profughi afghani durante il conflitto con l'allora Unione sovietica.
    Dell'Oriente Battiato cita Pechino, Shanghai ("La Cina era lontana, l'orgoglio di fantastiche operaie che lavoravano la seta, le biciclette di Shangai") il Nepal, la Birmania, Singapore, Macau e il Giappone.
    L'elenco potrebbe continuare perché i testi dell'artista, filosofo, musicista, scrittore, poeta e regista sono colmi di citazioni letterarie e di spunti colti sul senso della vita e del viaggio dell'io verso l'assoluto, verso mondi esoterici e verso la vita dopo la morte. Buona vita e buon viaggio, Maestro.
    (ANSA).
   

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