Forum sull'enoturismo ad Alba, per Unwto la sfida è la formazione

Investire su risorse umane, turismo industria più umana che c'è

dell'inviata Cinzia Conti ALBA

ALBA - Con 8 ministri e oltre 500 delegati internazionali e stakeholder del mercato enologico Alba, famosa in tutto il mondo per il tartufo, si prepara ad avere un nuovo primato: diventare per tre giorni la "capitale" mondiale dell'enoturismo ospitando (per la prima volta in Italia) la sesta Conferenza mondiale dedicata al settore organizzata dall'Unwto. Del resto la patria dell'oro bianco è anche una "perla" delle Langhe, la storica regione piemontese a vocazione vitivinicola a cavallo tra le province di Asti e di Cuneo inclusa nel 2014 insieme a Roero e Monferrato nella lista Unesco dei beni Patrimonio dell'Umanità. A parlarne all'ANSA in un'intervista sono Zurab Pololikashvili, segretario generale dell'agenzia che si occupa del turismo per le Nazioni unite e la direttrice Europa dell'Unwto Alessandra Priante.
    "Dopo il forum dei giovani di Sorrento - dice Pololikashvili - siamo più che felici di aver scelto l'Italia per un appuntamento importante come quello sull'enoturismo. Direi "estasiati". Io personalmente adoro l'Italia, primo Paese dove ho voluto viaggiare in piena pandemia per lanciare segnali di speranza per il turismo. Questo nell'ormai "lontano" 1 luglio 2020".
    Pololikashvili non dimentica la dura tempesta che il turismo ha appena superato e spiega che le urgenze del settore non sono cambiate, anzi si sono rafforzate: "Per noi - sottoliena - sono sempre la sostenibilità e l'azione per la riduzione dell'impatto climatico del turismo. Ma nostro focus principale rimane l'occupazione e l'istruzione/formazione. Veri pilastri della ripresa. Bisogna investire nelle risorse umane prima di ogni cosa".
    Alessandra Priante spiega che la sesta edizione del Forum Unwto del Turismo del Vino in Italia in realtà doveva svolgersi molto prima, ossia nel 2021, ma tutto è stato ritardato dalla pandemia. "La coincidenza tra Sorrento e Alba - dice entusiasta - è comunque magica perché porta molta attenzione nel nostro Paese in un momento molto cruciale per il turismo". Secondo la Priante l'Italia "è benchmark fondamentale. Un punto di riferimento per la varietà, la qualità, la struttura, la diversità".
    Nessun dubbio anche sull'importanza dell'enoturismo nel turismo mondiale, dato che i dati parlano chiaro: solo in Italia vale complessivamente 2,5 miliardi di euro l'anno e muove 14 milioni di turisti ma ha grandi margini di miglioramento. "Il turismo del vino - dice la Priante - è un segmento in grandissima crescita, specie in questi ultimi due anni dove il turismo domestico è stata la scelta principale per molti. L'enoturista in generale è un turista che ha tempo, molto incline alla conoscenza e all'approfondimento, estimatore della qualità e apertissimo alle novità. Per questo il focus di quest'anno sarà una grande riflessione su nuove modalità di strutturazione dell'offerta, "godimento" dei prodotti e comunicazione. Da Alba, inoltre, si lancerà il gruppo Unwto di ricerca mondiale su dati e metodologia per l'enoturismo, in uno sforzo mai visto prima di consolidare e sistematizzare".
    Per quanto riguarda il futuro secondo la Priante le sfide imperdibili sono la formazione e l'upgrade delle strutture. "La visita in cantina è enoturismo? Oppure l'ospitalità in cantina? Quali sono i paradigmi? E soprattutto come misuriamo il tutto per creare degli standard internazionali?" si domanda.
    Ma l'Unwto ha in programma anche altri appuntamenti: "A fine anno in Giappone ci sarà il turismo gastronomico e poi ci sono tutti i nostri meeting statutari a cui ci auguriamo l'Italia continuerà a partecipare ai massimi livelli, secondo una splendida tradizione iniziata proprio con il ministro del Turismo attuale". D'obbligo anche un commento, da italiana, sulle imminenti elezioni e sul fatto che il lavoro del ministro del turismo possa essere a rischio: "Spero proprio di no. E sono sicura che l'Italia saprà capitalizzare l'investimento fatto, sia a livello amministrativo che strategico". 
   

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