Da Sulmona in bici alla scoperta del 'Cuore d'Abruzzo'

Comune con Fondazione Symbola per sistema cicloturistico locale

Redazione ANSA SULMONA

(ANSA) - SULMONA, 10 DIC - Si chiama "Cuore d'Abruzzo in bici", è una rete di 14 percorsi cicloturistici che si irradiano dall'Abbazia di Santo Spirito al Morrone di Sulmona (L'Aquila) per un totale di mille chilometri attraverso 27 Comuni del centro Abruzzo; una rete che costituisce la prima concreta fase di "Cuore d'Abruzzo", Piano di valorizzazione turistica del centro Abruzzo allestito da Comune di Sulmona e Fondazione Symbola per mettere a sistema le valenze di quattro territori, Valle Subequana, Valle Peligna con la Majella, Valle del Sagittario e Alto Sangro. Tutti itinerari già fruibili sulla piattaforma Komoot, ben nota al pubblico dei cicloturisti: accedendo alla raccolta http://bit.ly/CuoreAbruzzoinBici è possibile avere informazioni sui 14 percorsi mappati, con dati quali estensione, profilo altimetrico, grado di difficoltà, notizie sul patrimonio culturale e monumentale che è possibile incontrare lungo gli itinerari. Un sistema di percorsi che nei prossimi mesi sarà disponibile anche sul portale del cicloturismo della Regione Abruzzo.
    Il territorio su cui è stato costruito "Cuore d'Abruzzo" - che attraversa anche due parchi nazionali, un parco regionale, oasi e riserve - è assimilabile a un unico territorio urbano, con il vantaggio, non trascurabile in questo momento storico, della ricchezza di cammini e percorsi cicloturistici e della presenza di territori che permettono il distanziamento sociale.
    Un sistema, facilmente raggiungibile da Roma, da Pescara e da Napoli, che con circa 1.000 chilometri quadrati complessivi supera la dimensione della provincia di Rimini (863,6 kmq) ed è di poco inferiore alla superficie di Roma (1.285 kmq).
    "Sono molto orgogliosa di questo lavoro che ha consentito al nostro territorio di ragionare in modo collettivo - ha detto il sindaco di Sulmona Annamaria Casini nel corso della presentazione del progetto - Un sistema integrato è la chiave vincente per guardare al futuro. Il progetto parte da una mappatura già fatta, da una rete concreta e reale. Occorre ora migliorare la parte infrastrutturale, ad esempio con una segnaletica riconoscibile a livello regionale. Possiamo diventare un modello, far sì che questo prodotto, realizzato dal basso, rientri in una visione regionale di promozione del prodotto turistico. Siamo pronti a metterci in rete con la Regione Abruzzo, con gli altri territori e con chi fa turismo in maniera professionale. I Comuni non possono fare i tour operator, ma possono sostenere politiche per il territorio. Le risorse sono fondamentali, ma è importante anche un'unica regia che, nell'erogare risorse, deve garantire che siano ricondotte a un unico disegno. Ecco, questo progetto - prosegue Casini - è la dimostrazione che la rete non è un tema astratto o di moda. Il piano mette a valore le innumerevoli ricchezze culturali e naturalistiche dell'area. Serve chi gestisca in maniera professionale il turismo che è un'industria come le altre, dove ci sono domanda e offerta, e chi prepara l'offerta deve seguire certi canoni. Oggi in concorrenza fra loro - aggiunge il sindaco di Sulmona - sono i territori a livello internazionale, non i singoli comuni; occorre uscire da quel localismo spinto che non ha fatto bene alla crescita del turismo".
    "Obiettivo del Piano è promuovere il territorio del Centro Abruzzo con le sue peculiarità - ha detto Domenico Sturabotti, direttore della Fondazione Symbola - come un grande sistema urbano policentrico, interconnesso e quindi in grado di operare in maniera altamente competitiva. Un'idea che potrebbe contribuire a rafforzare il sistema territoriale, composto per oltre il 90% da piccoli comuni, rendendolo complessivamente più efficiente e attrattivo grazie alle collaborazioni con partner che potrebbero portare sul territorio conoscenze chiave per arricchire competenze e qualità degli operatori già molto qualificati nell'offerta dei servizi open air, ma anche per attrarre future e certe risorse economiche".
    Alla tracciatura dei percorsi hanno collaborato Federciclismo Abruzzo, Bike for Fun e la società Helios di Bolzano. "Le nostre Guide Cicloturistiche - ha spiegato Mauro Marrone, presidente di Federciclismo Abruzzo - metteranno a disposizione le loro capacità per l'accompagnamento e l'assistenza di coloro che vorranno cimentarsi su questi itinerari".
    "L'idea alla base di questa proposta è del tutto compatibile con quello che facciamo all'interno e all'esterno del Parco nazionale della Majella - ha detto il presidente Lucio Zazzara - Abbiamo già percorsi ciclabili che superano complessivamente i 1200 km. Crediamo molto nella necessità di creare continuità, di superare il problema dell'isolamento delle competenze. La cultura dell'ambiente sta facendo un salto importante, si sta fondendo con una cultura della salute diversa. Quest'anno nelle nostre aree abbiamo avuto flussi turistici 10 volte flussi maggiori rispetto al passato, ma c'è qualcosa che non abbiamo ancora colto, una percezione non ancora razionalizzata del territorio regionale come di un unico territorio in cui si vive in maniera integrata. Dovremmo registrare il fatto che l'Abruzzo è una città unica con aree protette e aree urbanizzate, dobbiamo cercare di costruire progetti come questo di Symbola, capaci di unire, di far girare liberamente ciclisti, ma anche di creare più sicurezza per la fauna, tutela della biodiversità cercando di superare discontinuità che dipendono da fattori antropici".
    (ANSA).
   

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