Parchi divertimenti: Anesv, rischio fallimento 5mila imprese

D.Guida, finanziamenti altrimenti 20mila lavoratori a rischio

Redazione ANSA NAPOLI

(ANSA) - NAPOLI, 6 MAG - "L'emergenza COVID porterà alfallimento 5mila imprese dello spettacolo viaggiante italiano.
    Arischio il futuro di oltre 20mila persone impiegate nei parchidi divertimento permanenti e itineranti". Questo il gridod'allarme che viene lanciato dai rappresentanti dell'ANESV,sigla che in seno all'AGIS raccoglie e tutela in Italia tutte leimprese del comparto dedicato al cosiddetto "spettacoloviaggiante" settore che accoglie migliaia di lavoratoriimpiegati nei parchi di divertimento a carattere tematico,acquatico e faunistico, sia permanenti che itineranti. "Anche noi come tutti - sottolinea Diego Guida, tesorierenazionale ANESV e segretario generale delle sezioni Campania,Calabria e Sicilia - ci siamo trovati di punto in bianco afronteggiare l'immensa crisi dovuta all'emergenza COVID 19. Iluna park stanziali sono stati chiusi e il calendario di quelliviaggianti è stato soppresso, i parchi giochi cittadini, neigiardini comunali o in locali al coperto, hanno cessato leattività". Molti esercenti e tante compagnie, per loro naturaitineranti, si trovano tuttora bloccati con le proprie carovanepresso i Comuni dove erano installati prima dell'emergenza. "Le previsioni - continua Diego Guida - sono tutt'altro cherosee dal momento che il blocco dell'attività e le conseguenze alungo termine della pandemia, non ultimo il comprensibiletimore del pubblico, ci obbligherà al silenzio ancora per moltimesi. Siamo pronti fin da ora a dialogare con tutte le istituzioni, in primis con le Regioni, per definire tempi e modalità che ci consentano di affrontare in sicurezza la nostra Fase 2, ma nel frattempo è prioritario mettere i nostri associati in condizione di rispettare scadenze e impegnieconomici come pagare le rate dei finanziamenti bancari, glioneri previdenziali o fiscali e, contemporaneamente, farlisopravvivere e stiamo parlando di oltre 20mila lavoratori checompongono circa 5mila imprese", molte delle quali hanno già esaurito le risorse disponibili a fronte di un decreto, il Cura Italia, che "non si dimostra sufficiente a garantire sia il passaggio di questa fase". "Il fattore tempo - conclude - può costituire una pericolosa deriva". (ANSA).
   

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