Tornano i Momix con Alice e compiono 40 anni

A Teatro Olimpico compagnia di Pendleton porta ''l'impossibile'

Elisabetta Stefanelli ROMA

Quarantanni e non sentirli. Il teatro-danza dei leggendari Momix ritorna per l'Accademia Filarmonica Romana al Teatro Olimpico fino al'1 marzo con Alice, l'ultima creazione che porta la firma del fondatore e direttore artistico, Moses Pendleton. La ricerca visionaria è sempre quella che caratterizza anche questo nuovo lavoro, che torna in Italia in una nuova tournée dopo i sold out che hanno accolto lo scorso anno la sua prima mondiale. Il debutto è avvenuto proprio all'Olimpico per la Filarmonica Romana, di cui Pendleton è ‒ unico coreografo ad esserlo ‒ Accademico dal 2012 a riprova dell'ultratrentennale collaborazione fra l'artista americano, l'istituzione romana e il teatro capitolino. Lo stile rimane quello visionario che fa della danza acrobatica estrema e della ricerca visiva un marchio di fabbrica dei Momix che nel 2020 festeggiano il quarantesimo anno di vita, mantenendo una freschezza che non delude il pubblico degli appassionati fedeli che li seguono da sempre ma neanche chi li scopre per la prima volta. Si celebra, come racconta Moses Pendleton ''anche il primo anniversario di 'Alice'', anche se dalla prima mondiale ad oggi è stato fatto un grande e costante lavoro di rifinitura. "Il cast è rimasto lo stesso - prosegue Pendleton -, quindi ognuno dei ballerini ha avuto un anno per approfondire i propri ruoli, sentirsene più sicuri e trovare nuovi modi di affrontare ogni momento dello spettacolo. Nulla è mai considerato 'finito' in MOMIX. Dico sempre ai ballerini alla chiusura di ogni sipario che è stata una grande performance che merita ulteriori prove, per rendere lo spettacolo un'esperienza migliore a tutto tondo. La premiere non è un punto di arrivo, per me, ma piuttosto l'inizio del processo evolutivo di una creazione". Del resto gli spettacoli dei Momix sono veri e propri dipinti di action painting in cui colore, effetto dinamico e musica si fondono in una formula unica. "L'ho visto probabilmente più di duecento volte e continuo a scoprire nuovi dettagli ad ogni rappresentazione'', racconta Pendleton che si è ovviamente ispirato alla fiaba di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma qui Alice è ''un invito a inventare, a fantasticare, a sovvertire la nostra percezione del mondo, ad aprirsi all'impossibile. Il palcoscenico è il mio narghilè, il mio fungo, la mia tana del coniglio", racconta ancora Pendleton, creatore come Carroll di mondi simili a sogni, popolati spesso da creature strane e stravaganti. La storia di Alice per Momix appare infatti senza una logica, e il racconto viene sezionato in una serie di quadri apparentemente slegati che trasformano il racconto in pura visione emozionale attraverso una prova fisica dei ballerini-atleti spinta fino all'estremo. nella fusione fra danza, luci, costumi, proiezioni. Lo spettacolo si inserisce nell'ambito delle Giornate della Danza della Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico. Dopo Roma, toccherà le città di San Donà di Piave (3-5 marzo), Thiene (7, 8 marzo), Torino (11-15 marzo) e Milano (18 marzo-5 aprile).

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