Balla e Picasso, Sironi e Kandinsky. Analogie di capolavori

A Roma Futuristi e Avanguardie alla Galleria Futurism Co

di Luciano Fioramonti ROMA

ROMA - Non erano poi così distanti i Futuristi e gli esponenti delle altre avanguardie del Novecento.
    Nonostante proprio sulla volontà di distinguersi affermando una propria peculiarità i movimenti artistici della prima metà del secolo fondassero la loro essenza, a guardar bene tra le opere di cubisti, dadaisti, surrealisti e maestri dell' astrattatismo affiorano a volte in modo sorprendente affinità e connessioni con quelle prodotte anche in anni lontani dai pittori legati alla linea indicata da Filippo Tommaso Marinetti.
    A offrire questa lettura intrigante di una fase storica cruciale per l' arte è la galleria romana Futurism and Co che nella sua sede minuscola non distante da Piazza di Spagna mette a confronto una sequenza di perle da Giacomo Balla con Picasso e Kandinskij, a Carrà con Paul Klee, Depero con Masson e Kokoschka, Boccioni con Kupka, Dottori con Delaunay o Prampolini con Gleizes. "Analogie. I Futuristi e le avanguardie europee"', a cura di Andrea Baffoni, propone fino metà febbraio una settantina di opere, in buona parte di proprietà di Massimo Carpi, collezionista di lungo corso e animatore della sede espositiva diretta dalla figlia Francesca, il resto concesse da prestatoei. "'Ho coltivato per anni l'idea di una mostra del genere - spiega soddisfatto Carpi - ma mi mancavano alcune opere che ritenevo fondamentali. Ho condotto la caccia in tutte le aste del mondo, arrivando a comprare un piccolo Matisse, un disegno rarissimo di Picasso e opere di altri artisti da accostare ai futuristi. In una galleria privata una esposizione con opere così valide non si è mai vista"'.
    Tra i lavori di maggior effetto, il disegno di Balla dei danzatori stilizzati del Bal Tic Tac (1921) , il primo night club futurista, abbinato alle linee della figura femminile di Picasso del 1946; il collage di Kurt Schwittzers del 1947 che si specchia con quelli di Carrà (1915) e Prampolini (1913).
    Affascinanti la relazione tra la Linea di velocità + cielo + rumore (1913) di Balla e le geometrie dell' opera Senza Titolo di Kandinsky del 1932, così come gli studi di Sironi e Severini accostati alla Donna Seduta di Fernand Léger, tutti realizzati tra il 1912 e il 1915, e la natura morta futur-cubista di Baldessari del 1917 con quella di Braque di quasi 15 anni successiva. E ancora, il prezioso ''La Chasse'' (1927), Sabbia, olio, piuma su tela di di Andrè Masson. ''L' artista ne realizzò cinque. Uno è il mio, gli altri sono tutti nei musei'', annota con orgoglio Carpi parlando del quadro accostato al polimaterico Prampolini, del 1949. Carrà e Klee, Depero e Masson, Dottori e Delaunay, Boccioni e Marino Marini, Cristofanetti e Mirò sono altri accoppiamenti in cui relazioni e influenze balzano agli occhi in maniera più evidente. "Le analogie, come spiega il neuropsichiatria Roberto Brunelli nel testo in catalogo, sono còlte a livello cerebrale - osserva Carpi -. Ognuno nelle opere accomunate dallo spirito del tempo può individuare suggestioni che ad altri sfuggono"'.
    Corpo, linee, forma, colore, spazio, movimento… su questi elementi si snoda il confronto tra i maestri dei singoli movimenti suggerito da Baffoni, con l' occhio puntato sulle innovazioni introdotte dal Futurismo, ad esempio il concetto del dinamismo e della velocità rispetto alla staticità espressa dalle tele cubiste. A riassumere nella prefazione lo spirito della sfida proposta al visitatore è lo storico del Futurismo Massimo Duranti. "Le avanguardie europee novecentesche sono state spesso in apparente concorrenza. Ciò non toglie che furono originate da pulsioni comuni come la necessità di superare la tradizione ottocentesca, di ampliare le prospettive di interessi e di esperienze lontane, soprattutto di negare la realtà come unico assunto di riferimento semantico, quindi oltre il naturalismo e il decadentismo".

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