Un Respiro per la Borghese, a 20 anni riapertura

Da domani opera sonora di Puppi in attesa rassegna Bernini

di Nicoletta Castagni

ROMA - In attesa della grande mostra dedicata al genio di Bernini scultore, in programma a fine ottobre, la Galleria Borghese celebra i vent'anni dalla riapertura (avvenuta nel 1997) con 'Respira', installazione sonora di Daniele Puppi, che da oggi al 24 settembre pervaderà gli ambienti della splendida dimora. Una suggestione capace di ''ripristinare - ha detto la direttrice del museo romano Anna Coliva - l'effetto sovversivo dell'esperienza artistica''.
    Presentata oggi alla stampa, l'iniziativa curata da Maria Silvia Farci, rientra nell'ambito del programma ' 'Committenze Contemporanee', avviato una decina d'anni fa. ''in questo caso abbiamo però deciso di non presentare qualcosa di concreto - ha spiegato la Coliva - perché proprio noi, che abbiamo lanciato la moda di affiancare capolavori antichi e opere contemporanee, abbiamo capito che queste ultime possono essere svilite dal confronto''. A ricordare la storica riapertura (dopo un ventennio di lavori di restauro della Villa) serviva quindi un'installazione che restituisse il profondo senso del luogo.
    ''La Galleria Borghese - ha ribadito la direttrice - non è infatti un museo, in cui tradizionalmente si riuniscono e allestiscono le opere d'arte. Qui, dipinti e sculture sono stati commissionati e creati appositamente per queste sale, in stretta collaborazione tra mecenati e artisti. E qui sono sempre rimasti''.
    ''La Galleria è qualcosa di vivo, quindi respira'', ha proseguito la Coliva, ma Puppi con il suo lavoro ha fatto di più. Vale a dire, l'ansimare incubatico e in crescendo che avvolge i marmi romani, quelli di Bernini e Canova o i dipinti capitali di Caravaggio ''è anche il nostro respiro, il ritmo di chi ammira la terribilità dell'arte''. Le audio-guida e gli apparati didattici altro non sono, ha detto, che una ''difesa istintiva che ci salvaguarda dall'impatto violento o addirittura terribile con le opere. Ci difendiamo con l'abitudine e la consuetudine''. In passato, i livelli di fruibilità dell'arte erano articolati in tre momenti: il primo, quello del bello, raggiungibile anche con sapienza artigianale, e in un crescendo ''il terribile, che fa dell'arte qualcosa di indicibile, immenso. Mentre al vertice, c'è il sublime, che ne definisce l'aspetto più sconvolgente''. Daniele Puppi, con la sua installazione sonora, racconta questa emozione fortissima con l'alterazione del respiro, che culmina in un grido straziante, ma al tempo stesso modulato, ''profondamente umano''. Pur essendo 'immateriale', l'installazione ha richiesto un impegno notevole, in quanto per non mostrare apparati tecnologici, che avrebbero deturpato lo splendore delle sale, i fili che trasportano il suono in ogni ambiente, fino all'esterno, sono stati fatti passare attraverso le intercapedini, mettendo a punto di volta in volta una diversa modulazione per espandere ovunque quel respiro ansimante e sconvolto.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie