Cucinella, "Alla Biennale per raccontare l'Arcipelago Italia"

L'architetto curerà il Padiglione Italia 2018. Franceschini, "Progetto innovativo"

Silvia Lambertucci VENEZIA

  VENEZIA- Le città d'arte, i borghi, i piccoli centri. Con la sua rete diffusa di centri abitati, di spazi urbani ricchi di storia e di cultura, "l'Arcipelago" Italia, è "un modello da promuovere", un sistema di gestione del territorio da rivalutare e anzi promuovere all'estero, alternativa del futuro alle grandi metropoli dove la vita è sempre più difficile. Da sempre impegnato nei temi della sostenibilità, coinvolto nella ricostruzione di Camerino, gioiello marchigiano straziato dall'ultimo terremoto, ma anche dell'Emilia, al lavoro con Renzo Piano sul rammendo delle periferie, Mario Cucinella porta alla Biennale la sua idea di architettura. Sarà lui, ha annunciato oggi il ministro Franceschini, a curare il Padiglione Italia alla Biennale Architettura che si terrà a Venezia nel 2018. Il progetto presentato dal suo studio è stato scelto tra quelli di dieci professionisti invitati a partecipare alla selezione. Franceschini che sulla valorizzazione dell'Italia dei borghi ha fatto un cavallo di battaglia lo ha indicato senza esitazioni. Quello di Cucinella, dice, è "Un progetto innovativo e ambizioso che tra le altre cose ha il merito di accendere i riflettori della comunità internazionale sull'Italia centrale colpita dal sisma, sulla sfida della ricostruzione e la valorizzazione dell'Appennino". Tant'è, da Orlando negli Usa, dove proprio in queste ore ha ricevuto l'Honorary Fellowship Award dell'Aia, super prestigioso premio dell'associazione degli architetti americani, Cucinella, 57 anni e un curriculum zeppo di progetti premiati in Italia e all'estero (un anno fa ha avuto anche l'International Fellowship del Riba, l'istituto degli architetti britannici) architetto appassionato di natura e tecnologia, ma anche educatore (nel 2015 ha fondato a Bologna la Sos School of Sustainability) racconta il suo progetto. Che si intitola appunto "Arcipelago Italia" e sembra quasi un manifesto: "L'idea è semplice- spiega al telefono con l'ANSA - il nostro è un territorio unico, da noi anche la montagna è uno spazio urbano, anche i centri più piccoli, con le loro piazze e i palazzi delle istituzioni sono spazi urbani, una cosa che in altri Paesi non è così scontata". Da qui la decisione di raccontare, anche attraverso progetti di architettura, una storia "delle reti di città", il modello italiano di territorio, "che è un modello interessante e anche una grande economia di paese", una cultura diffusa, come quella che a Maranello vanta la Ferrari e nelle Marche l'industria delle calzature. Arte, cultura, economia, paesaggio, infrastrutture: "le cose belle non nascono a caso, ci sono storie straordinarie da raccontare", incalza Cucinella. Storie di architettura quindi, che non per forza deve essere glamour, non per forza deve esprimersi in grandi opere: " Perché l'Italia è un paese così - sottolinea- un paese che si esprime con tanti architetti che lavorano nei piccoli centri, professionisti che qualificano una piazza, un centro storico. C'e' la crisi, certo, manca il lavoro, ma nel nostro Paese c'e' anche un tessuto di architetti che lavorano con grande dignità senza fare glamour". Alcuni di questi progetti - l'ipotesi è di presentarne una trentina - "molto qualificati, molto colti", ma realizzati magari per città non grandi da professionisti che non sono star, verranno portati alla Biennale. Che anche per questo, nel progetto di Cucinella, forzerà i confini del Padiglione per raggiungere, con eventi, conferenze, dibattiti, proprio la rete delle città e battere sul tasto della qualità diffusa nel territorio. E il discorso di rete torna con la ricostruzione dei territori flagellati da terremoto: "dove il problema è proprio ricostruire la rete spezzata dalla tragedia e dai crolli". Una riflessione che riguarda tutti, fa notare Cucinella, gli addetti ai lavori ma anche la politica, i cittadini. Ecco quindi che la Biennale "e' un'ottima occasione", conclude, "per parlare e per guardare alle cose positive del Paese, al modello Italia da promuovere anche all'estero", perché no "anche in Cina, dove non riescono più a gestire le dimensioni delle grandi città". L'Arcipelago Italia, l'architetto ne è convinto, è un tesoro da valorizzare.-

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