Pompei rinasce con Pistoletto e il Terzo Paradiso flashmob

Per Giornata Paesaggio. E l'8 marzo apre Domus Venere in Bikini

Silvia Lambertucci ROMA

    -Dai crolli alla rinascita, con il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. Pompei rende omaggio alla prima Giornata nazionale del Paesaggio e lo fa con l'aiuto del grande maestro dell'Arte Povera, che porta il suo simbolo di re-birth nel cuore della città romana patrimonio dell'umanità protagonista, il 14 marzo, di un inedito flashmob con il coinvolgimento di visitatori, ragazzi delle scuole, giovani lavoratori, personale della soprintendenza. Tutti insieme per dare vita sul prato della Palestra Grande ad una mega installazione con l'ormai inconfondibile simbolo dei tre cerchi, che a luglio sarà visibile anche dallo spazio, ripreso dall'astronauta italiano Paolo Nespoli insieme a tutte le altre installazioni del Terzo Paradiso disseminate per il mondo. Per l'autore della celeberrima Venere degli Stracci e dei Quadri Specchianti, che da sempre ha vissuto l'arte come impegno e che dal 2003 con il simbolo e la filosofia del Terzo Paradiso e il sostegno della sua Città dell'Arte porta avanti una personale battaglia per un futuro migliore, non è certo la prima volta.

"Azioni collettive" come quella che verrà realizzata a Pompei sono già state organizzate, in diverse parti del mondo. "Ognuno di noi si deve sentire parte di un disegno comune", spiegava tempo fa il maestro in una intervista all'Ansa. Un disegno che si ripete, ogni volta diverso. Anche per i materiali usati per creare i tre cerchi, che cambiano ogni volta. Pietre a Ginevra per l'installazione costruita nel giardino dell'Onu, specchi a Verona, per il Terzo Paradiso disegnato nell'Arena. A Pompei, anticipa all'ANSA l'architetto Paolo Mighetto, si è deciso di usare 43 casse di legno a simboleggiare i mattoni dei tre paradisi, passato, futuro, nuova vita. Al loro interno materiali di volta in volta diversi, dai lapilli e le pomici dell'eruzione ai blocchi di tufo scavati, il gesso dei calchi. Ma anche gli intonaci salvati, i materiali dei cantieri in corso, la tecnologia del passato che si rigenera e diventa tecnologia del futuro. Il cerchio centrale è la nuova vita, la natura antropizzata che testimonia la rinascita: mattoni di natura con le piante e le erbe di cui gli studiosi hanno ritrovato i semi tra le ceneri e che oggi sono coltivate nei vivai del sito, insomma il "giardino protetto" (è questo ha ricordato tante volte Pistoletto il significato di Paradiso) di Pompei, patrimonio dell'umanità. Adagiata su una superficie specchiante ottenuta con un telo riflettente, l'installazione sarà alla fine grande circa 40 metri e si potrà visitare nella Palestra Grande fino alla fine di luglio, anche perché proprio a luglio è atteso il passaggio sopra a Pompei della navicella di Nespoli. In seguito potrà essere spostata e ricollocata.

 Presentata il 7 maggio a Roma dal ministro della cultura Franceschini, che per l'occasione avrà ospite proprio Pistoletto, la Giornata nazionale del Paesaggio, che vedrà decine e decine di eventi in tutta Italia, sarà scandita a Pompei da un fitto programma, dalle 11 del mattino, quando si comincerà ad assemblare il Terzo Paradiso, fino alla conferenza pubblica che l'artista terrà alle 15 affiancato dal direttore generale Massimo Osanna e poi alla festa di chiusura.

Nel sito archeologico recentemente promosso anche dalla commissione europea, intanto, gli appuntamenti si moltiplicano: il prossimo appuntamento di richiamo è per l'8 marzo, quando per la Festa della Donna riapre per un solo giorno prima del restauro la Casa della Venere in Bikini che per l'occasione riaccoglierà anche la delicata statua che ha dato nome alla domus, prestata al sito dal Museo Archeologico di Napoli. E ad aprile, nei locali dell'Antiquarium, si apre Picasso Parade, il progetto di dialogo con il Mediterraneo lanciato dal Museo Picasso di Parigi e allestito tra Pompei e il Museo di Capodimonte. A luglio, infine, nei locali della Palestra Grande, si apre anche la mostra Pompei e i Greci, con l'allestimento prestigioso di Bernard Tschumi, l'architetto franco svizzero autore che ha firmato il Parc de la Villette a Parigi e il Museo dell'Acropoli di Atene.

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