800 bambole nude da rivestire contro la violenza sulle donne

E' "Toys?", performance artistica messa in scena nel Padovano

Redazione ANSA Padova

RUBANO (PADOVA) - Ottocento bambole nude, scagliate sulla piazza e abbandonate così dalle artiste Anna Piratti e Silvia Gribaudi nel centro di Rubano (Padova). E' "Toys?", installazione interattiva che punta a coinvolgere i passanti, che da spettatori diventano parte attiva, raccogliendo le bambole, vestendole e portandole in una "zona di sicurezza". L'opera d'arte mette in evidenza come molte donne e bambine in tutto il mondo siano trattate come merce, vittime di violenza, trafficate da un Paese all'altro come fossero giocattoli. Il concetto di reciprocità e di aiuto verso gli altri è la chiave del progetto. "É chiaro che non si può riscattare la vita delle donne vittime di violenza con un'azione artistica - dicono le artiste Anna Piratti e Silvia Gribaudi -. Proviamo tuttavia ad affermare la dignità della persona, come valore irrinunciabile". "Un'azione simbolica - spiega la sindaca di Rubano, Sabrina Doni - che intende porre l'attenzione al semplice gesto della cura, ciò che ciascuno può nel suo quotidiano fare nei confronti dell'essere umano, sia esso donna, uomo, bambino, anziano, disabile o straniero". "TOYS?" nasce nel 2009 da un'intuizione dell'artista visiva Anna Piratti che concepisce l'opera come un'azione di piazza. Essenziale, visualmente dirompente, forte nella sua dolcezza, in cui gli autori sono i passanti occasionali, persone di qualsiasi età, estrazione sociale, credo politico o religioso. Uomini e donne. Nel 2012 entra a far parte del progetto la coreografa e performer Silvia Gribaudi che lo arricchisce con la sua visione e riflessione sul corpo e il movimento. L'unione delle due sensibilità fa sì che oggi l'opera si possa declinare in luoghi e situazioni diverse tra loro, dalla piazza, alla galleria, al teatro.

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