Italiani e il viaggio a un anno dalla pandemia con Airbnb

Forum Ansa Incontra-Airbnb. Trovato, 11% ha già prenotato per l'estate

di Daniela Giammusso ROMA

Come siamo cambiati dopo un anno di pandemia? Cosa sogniamo di più della "vecchia" normalità e a cosa oggi prestiamo più attenzione? Sono alcune delle domande al centro del nuovo Forum organizzato da ANSA Incontra con Airbnb dal titolo Gli italiani a un anno dalla pandemia: come cambierà il viaggio?, in streaming su Ansa.it, da mercoledì 24 marzo.

Dato di partenza, il sondaggio commissionato da Airbnb a OnePoll, per comprendere come la pandemia abbia fatto ripensare gli italiani sull'idea di muoversi e con essa quella di abitare. E che rileva come un italiano su due abbia sentito la mancanza dei viaggi più di ogni altra cosa (47%), persino più di cene al ristorante (26%) e serate al cinema (16%). "E la maggior parte non vuole aspettare troppo: l'11% degli intervistati ha già prenotato per la prossima estate, il 44% sta facendo ricerche", racconta Giacomo Trovato, country manager Airbnb Italia, nell'incontro moderato dalla caporedattrice della redazione Cultura dell'ANSA, Elisabetta Stefanelli. Le priorità? Sicurezza e distanziamento, ma anche libertà, spazi aperti, natura, sostenibilità: tutte caratteristiche che fanno pensare a un nuovo exploit per le mete già fortunate nell'estate 2020. "E' stato un anno complicato - riflette Maurizio Rossini, amministratore unico di Trentino Marketing - Dall'8 marzo 2020 le perdite turistiche nella nostra regione hanno superato il 60%, con sette mesi e mezzo di chiusura completa. Si è lavorato solo da metà giugno a ottobre, con un importante flusso di italiani, che spesso scoprivano la montagna d'estate per la prima volta. La perdita però resta drammatica. Il Governo ne è a conoscenza e mi auguro che il recente intervento", di 1,7 miliardi a sostegno del turismo, di cui 700 milioni per la montana, "sia il primo di una serie". Nel frattempo, qualcosa si muove. "I contatti sulla nostra piattaforma - dice - sono molto cresciuti, con ricerche già su alberghi e appartamenti. Segno che gli utenti stanno organizzando concretamente le vacanze".

Tra i nuovi trend, il 19% degli intervistati del sondaggio punta a un agriturismo, percentuale che sale ben al 26% tra gli over 55. Caratteristiche vincenti, spiega il presidente di Agriturist, Augusto Congionti, sono "i grandi spazi" e "il contatto con la natura. Le nostre strutture poi - dice - stanno sempre più articolando le proposte, intercettando anche flussi in crescita, come quello dei percorsi religiosi e il ciclotursmo". La pandemia ha innescato anche modi diversi di fruire luoghi e tempo, "dalla workation" che sta ripopolando borghi e paesini con lo smartworking in giro per l'Italia, commenta l'esperto Edoardo Colombo, "al turismo d'affari, che difficilmente rinuncerà alla comodità di poter prenotare tutto dall'ufficio". Se poi è vero che la crisi ha colpito in particolar modo le donne, non stupisce, come racconta Trovato, che "nell'ultimo anno Airbnb ha registrato 250 mila nuove donne host", in cerca di nuove entrate, "che ha livello mondiale hanno guadagnato 600 milioni di euro". Neanche a dirlo, "le regioni con i migliori introiti per gli host in Italia nella scorsa estate: Trentino, Val d'Aosta e Liguria". Ma proprio la formula dell'ospitalità in casa riporta al centro un tema spinoso fino alla vigilia della pandemia: il sovraffollamento nelle città d'arte. I sindaci di Firenze e Venezia hanno da poco stilato un decalogo per la ripartenza, puntando l'indice contro gli affitti brevi. "Bisogna distinguere tra chi svolge attività turistica in modo professionale e chi lo fa per integrare un po' di reddito - commenta Trovato - Il primo passo dovrebbe essere uno scambio di dati molto più ricco tra noi, altre piattaforme e le città. Si è proposto il Codice Unico identificativo nazionale e su questo a noi piacerebbe partire prima possibile". Ma come arriveranno gli italiani all'estate? "Non è detto che ogni crisi porti un cambiamento", avverte la psicologa e psicoterapeuta Annalisa Valsasina. Anzi, "la sensazione di una situazione senza fine, può acuire lati non positivi della nostra personalità". Insomma, il rischio è di presentarsi psicologicamente "con un forte bisogno di recuperare e in condizioni non sempre positive".

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