Vino: Consorzio Chianti, +10% prezzi per caro energia

'Produzione quest'anno c'è: se tutto ok 800mila ettolitri'

Redazione ANSA FIRENZE

 "Gli alti costi dell'energia e dei materiali stanno portando problematiche alle aziende. Abbiamo calcolato un rincaro di circa il 10% sui prezzi che sta frenando il mercato del vino e questo non è certo di buon auspicio. Anche il prodotto sfuso è aumentato da 130 euro a ettolitro fino a 180-200 a ettolitro: è impensabile che il mercato possa accettare un prezzo così elevato". Lo ha detto il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi, in occasione dell'assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti dove sono stati eletti i nuovi consiglieri del Consorzio.

"Ci auguriamo che il sistema bancario ci possa dare una mano per traghettare le aziende fuori da questo momento - ha aggiunto Busi -. Chiediamo più erogazione di finanziamenti, la possibilità di posticipare le rate dei prestiti e altre forme di sostegno. La priorità adesso è riuscire a reggere di fronte a questa ulteriore tempesta, che sappiamo essere passeggera, per andare verso un 2023 che sarà più roseo". Il lato positivo è che le aziende, si legge in una nota, hanno visto aumentare le vendite: "Significa che la gente apprezza il Chianti e quindi il graduale ritorno alla normalità porterà una nuova crescita del mercato - ha concluso Busi -. Anche le aziende enoturistiche stanno vedendo una ripresa, il turismo è in crescita in tutte le zone del Chianti con tantissimi turisti che chiedono di fare tour delle cantine e degustazioni. Senza restrizioni è chiaro che si marcerà più velocemente. La produzione quest'anno c'è. Da qui a settembre dobbiamo solo sperare che non ci sia siccità, né le grandinate del passato. Se tutto va bene, l'uva quest'anno c'è e dopo cinque anni si dovrebbe tornare a una produzione normale, intorno agli 800mila ettolitri, e anche questa sarebbe una bella boccata di ossigeno per le aziende della denominazione". 

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