Puntare su biotech per battere la Xylella

Conferenza Efsa, per addetti ai lavori è questa la soluzione

Redazione ANSA BRUXELLES

Gli agricoltori e i vivaisti europei chiedono alla ricerca e alle istituzioni Ue di accelerare sull'editing del genoma e le nuove biotecnologie per costituire varietà di ulivi e altre piante resistenti alla Xylella. A pochi giorni dall'annuncio della Commissione europea di voler cambiare le regole sugli Ogm, Luigi Catalano del Civi-Italia, l'organismo nazionale che rappresenta il settore vivaistico, ha indicato alla terza Conferenza Efsa sulla Xylella fastidiosa la necessità di avviare "un programma su larga scala" per costituire varietà di ulivo e di altre piante resistenti alla Xylella fastidiosa, anche utilizzando il nuovo biotech "per ottenere nuove varietà vegetali molto più velocemente rispetto ai metodi genetici tradizionali".

Sulla stessa linea gli agricoltori Ue del Copa e Cogeca, che chiedono anche soluzioni specifiche per salvare gli alberi monumentali, e l'associazione europea dei vivaisti Ena. Agricoltori e vivaisti vorrebbero inoltre vedere concretizzati ristori e investimenti nelle aree più danneggiate dal batterio, test rapidi, più sorveglianza e prevenzione, ma anche più comunicazione e sensibilizzazione dei cittadini. Anche per alcuni scienziati intervenuti nel dibattito l'attuale legislazione Ue sulle biotecnologie è "un collo di bottiglia". Ma la ricerca percorre molte strade. "Non c'è da aspettarsi una sola soluzione, la ricerca sulla Xylella fastidiosa in Europa avanza sulla biologia degli insetti vettori e la suscettibilità delle piante ospiti", ha detto Maria Saponari dell'Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ipsp) di Bari, chiudendo la conferenza Efsa.

Saponari fa parte del gruppo che nel 2013 ha rilevato per primo la Xylella fastidiosa in territorio Ue , collegando il parassita al disseccamento rapido degli ulivi nel Salento.

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