Covid: Cia, 5 politiche di rilancio per uscire dalla crisi

Bellanova, investire dove serve è preparare il rilancio

Redazione ANSA ROMA

Contribuire in cinque mosse alla costruzione di un nuovo progetto di sviluppo dell'Italia con gli strumenti messi in campo dall'Ue e dall'esecutivo anche con la prossima manovra di bilancio, mettendo al centro l'agricoltura.

E' con questo obiettivo che Cia-Agricoltori Italiani lancia il progetto "riprogettare il futuro" con "Agricoltura-Territorio-Società", a cui ha dedicata l'Assemblea nazionale 2020.

Si tratta di costruire un piano di rilancio post Covid, centrando al tempo stesso le sfide fissate dal Green Deal europeo attraverso cinque politiche direttrici. Una ricetta che, secondo Cia deve coinvolge i settori produttivi, i territori, i servizi alle imprese e alle persone, lo sviluppo e la gestione a 360 gradi e la nuova Pac. Secondo Cia, occorre modernizzare e digitalizzare l'agricoltura per aumentarne produttività e sostenibilità; rilanciare le aree rurali in un'ottica abitativa e turistica; costruire veri e propri "sistemi imprenditoriali territoriali" dove le attività economiche e le forze sociali possano fare rete per resistere meglio alle crisi. "Il Covid ha rimesso in discussione i modelli di crescita - ha detto il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino aprendo l'assemblea - e ora la ripartenza dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento cogliendo tutte le opportunità delle strategie programmate, a partire dai fondi previsti dal Next Generation Ue, pacchetto per la ripresa in un'ottica più verde, digitale e resiliente, che destina solo all'Italia oltre 200 miliardi in tre anni; risorse ingenti che si collocano nel contesto delle politiche del Green Deal, dove l'agricoltura, in sinergia con le altre forze economiche e sociali, deve essere motore di sviluppo". 

Bellanova, investire dove serve è preparare il rilancio
 "Se fronteggiamo l'emergenza nel modo giusto, investendo esattamente dove è necessario, difendiamo i nostri settori strategici e già questo significa preparare il rilancio e investire sul futuro". Lo ha detto la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, intervenuta all'Assemblea nazionale 2020 di Cia-Agricoltori Italiani. "Adesso siamo al lavoro sulla Legge di bilancio con cui destiniamo al settore oltre 1 miliardo - ha detto Bellanova - confermando le priorità su cui vogliamo continuare a scommettere. A questo proposito la ministra ha evidenziato che "è un impianto solido che conferma la strategicità del settore, scongiura l'aumento della pressione fiscale per le imprese, rafforza le politiche per la crescita competitiva, agisce come elemento di congiunzione con il lavoro sulla nostra Strategia nel Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e quello che ci attende sul Piano Strategico Nazionale in vista della Pac Post 2020".

 

Conte, agricoltura sostenibile sarà un pilastro
"Il comparto agroalimentare costituisce una vera e propria eccellenza italiana, è uno dei comparti più dinamici del Paese in termini di produttività del lavoro e rispetto agli obiettivi di sostenibilità". Lo dichiara il premier Giuseppe Conte, in un videomessaggio inviato in occasione dell'Assemblea nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. "L'agricoltura sostenibile sarà uno dei pilastri del Recovery Plan italiano su cui il governo è al lavoro, in particolare per quanto riguarda efficientamento energetico e nuovo piano di logistica e innovazione agroalimentare, che contribuiranno a rendere l'agricoltura un settore digitale e ancor più sostenibile", sottolinea. "Saranno fondamentali i vostri contributi".

 

agricoltura +5,5% nel 2021-23 grazie ad export e Recovery
 Lo shock economico del Covid accende i riflettori sull'importanza strategica dell'agricoltura, con una stima di crescita del 5,5% nel triennio 2021-2023, dopo aver perso il 2,9% nel 2020. La spinta verrà data dagli investimenti guidati dal Recovery Fund (95 miliardi nel 2021-23) e dall'export in crescita malgrado la crisi globale. E' l'analisi realizzata da Cia-Agricoltori Italiani in collaborazione con la Cgia di Mestre, presentata in occasione dell'Assemblea nazionale. Nei nove mesi di crisi, l'agricoltura ha beneficiato della tenuta del commercio alimentare all'ingrosso delle materie prime (-3%) e dei prodotti alimentari (+0,1%) e di quello al dettaglio (+3,1%), registrando +3,9% nella Gdo (soprattutto nei discount, +6,6%) e un +3,5% nei piccoli negozi. Un settore che non si è mai fermato, trainando anche l'industria alimentare, unico comparto fra i manifatturieri ad aver avuto una limitata contrazione del valore produttivo (-2,3% a ottobre 2020). L'agroalimentare ha mostrato gran dinamismo anche nei mercati esteri, sulla scia del saldo commerciale record dell'Italia (+42,5 miliardi nei 9 mesi del 2020). Le esportazioni di cibo e bevande sono, infatti, aumentate nei primi tre trimestri del 3% (oltre 1 miliardo di euro) mentre l'import ha subito un calo tale da collocare l'Italia, per la prima volta, nella posizione di esportatore netto nella bilancia commerciale.

 

 

 

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