Da tarantole a grilli, insetti già piatti gourmet

Coldiretti, pasta, aperitivi,spiedini, ogni paese la sua ricetta

Redazione ANSA ROMA

Dalla pasta artigianale all'uovo con i grilli ai millepiedi cinesi al forno, dalle tarantole arrostite senza conservanti del Laos, ai vermi giganti della farina dalla Thailandia. Sono tante le ricette a base di insetti che si possono trovare in giro per il mondo e l'attenzione su questo novel food è destinata anche a crescere, considerato che oggi l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha dato parere positivo per il consumo umano alla larva gialla della farina (Tenebrio molitor) essiccata termicamente, intera o sotto forma di farina.

Tra tutti gli insetti sembra tuttavia che sia il baco da seta all'americana, assicura Coldiretti, "la vera "star" degli insetti commestibili", ma ci sono anche "le farfalle delle palme dalla Guyana francese, fritte e condite, le cimici d'acqua dalla Thailandia, ricche di fibre, proteine e vitamine fino agli "aperinsetti": vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino made in Belgio, magari da mandare giù con un sorso di Vodka con bachi da seta".

E per i palati più temerari, continua Coldiretti, anche "gli scorpioni dorati dalla Cina e neri dalla Thailandia, scarabei consigliati come aperitivo servito in spiedini, anch'essi thailandesi".

Vasta la scelta di grilli, da quelli al curry e cocco a quelli piccanti al gusto barbecue, fino a quelli al peperoncino dolce, tutti made in Thailandia.

A spingere verso il consumo di insetti è da qualche anno la Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) forte del fatto che nel mondo già quasi 2000 specie di insetti sono considerate commestibili e vengono consumate da almeno 2 miliardi di persone. Mentre in Europa è entrato in vigore dal primo gennaio 2018 il regolamento Ue sui 'novel food' che riconosce gli insetti interi sia come nuovi alimenti che come prodotti tradizionali da paesi terzi e ne consente quindi la commercializzazione a scopo alimentare. Ma solo una minoranza dei paesi dell'unione ha recepito tale normativa. L'Italia, insieme alla Francia, è tra i paesi più restii. (ANSA).

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