A Tomaso Trussardi Tartufo d'Oro di Sant'Angelo in Vado

Tra queste colline maggiore produzione Tartufo Bianco italiano

Redazione ANSA SANT'ANGELO IN VADO
(ANSA) - SANT'ANGELO IN VADO, 24 OTT - "Tra queste colline c'è la maggior parte della produzione del Tartufo Bianco italiano, altri hanno in mano il business ma il valore assoluto del prodotto e della sua cultura è qui. Negli anni questa zona non ha sviluppato un turismo selettivo come in alte regioni, rimanendo magari un po' in ombra e per questo oggi rappresenta una meta autentica da scoprire e riscoprire". Tomaso Trussardi, custode di una tradizione di moda e Made in Italy lunga 110 anni, lo ha detto durante la Mostra Nazionale del Tartufo di Sant'Angelo in Vado (Pesaro Urbino), nell'ambito della cerimonia di premiazione con il Tartufo d'Oro. Raccontando la storia di famiglia, Trussardi ha spiegato come il suo brand sia stato il primo ad aprire un ristorante, ampliando i settori di business con la ristorazione: "Siamo i custodi dell'Italian Style, figli del Paese più bello del mondo. In due anni il nostro ristorante 'Trussardi alla Scala' ha raggiunto 2 Stelle Michelin, un record. Avere un'esperienza garantita da un brand come Trussardi fu rivoluzionario e il tartufo ci venne in aiuto: ogni autunno era il protagonista di tanti eventi perché conserva quella qualità che è anche nello stile Trussardi". "A metà novembre - ha annunciati - sarò di nuovo nel Montefeltro per un evento del mio club Fast Car and Slow Food che vuole unire la passione per l'automobile alla passione per il cibo. Saremo proprio alla ricerca del tartufo per queste vallate che lo custodiscono da sempre".

Domenica prossima per il weekend conclusivo della manifestazione saranno sul palco le storie di marchigiani vincenti che nell'ultimo anno si sono distinti nei propri ambiti: da Davide Mazzanti, allenatore della nazionale femminile di volley femminile, fresco vincitore del campionato europeo, a Martina Pigliapoco, carabiniera di Osimo che all'inizio di ottobre è riuscita col suo intervento a sventare un suicidio, fino a Samuele Sabatini, giornalista Rai e scrittore, e i Belfortissimi, un gruppo di giovani che ha affrontato il Cammino di Santiago in joelette. (ANSA).

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