Da piante e scarti agricoli cosmesi sostenibile

Avviati progetti per prodotti superiori al gluten free

Gianluca Pacella ROMA

L'innovazione passa per l'agricoltura sdoganandola da vecchie congetture che la vedono, nell'immaginario collettivo, ferma e immobile a vecchi sistemi di fare impresa, produzione e ricerca. La dimostrazione arriva da molti progetti ai quali enti e istituzioni specializzati stanno lavorando utilizzando risorse e materia prima agricola, primi fra tutte l'Enea con attività di ricerca che si servono di piante alimentari come zenzero e basilico e scarti agricoli e cellule vegetali per realizzare cosmetici sicuri, sostenibili e con effetti scientificamente provati o per realizzare soluzioni innovative per trarre nuovi prodotti dai residui del caffè e produrre componenti ad alto valore dagli scarti di fico d'India.

Un lavoro di ricerca e un' evoluzione del settore agricolo nel campo dell'innovazione che è anche in linea con le tendenze del momento come quella della cosmesi e delle intolleranze alimentari per celiaci e intolleranti al glutine. Nel particolare Enea- Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile- grazie agli obiettivi del progetto InnCoCells, utilizza per lo sviluppo di una nuova generazione di cosmetici anche piante come curcuma, kencur, peonia, mirtillo rosso, gelsomino e liquirizia. Il progetto è finanziato dal programma Ue Horizon 2020 con 7,9 milioni di euro, che coinvolge 12 Paesi e 17 partner tra cui Enea e Arterra Bioscience per l'Italia e Technical Research Centre of Finland (Vtt) nel ruolo di coordinatore. Il lavoro di ricerca commenta Gianfranco Diretto del Laboratorio Biotecnologie Enea "è una rivoluzione nel modo in cui gli ingredienti cosmetici vengono scoperti, fabbricati e convertiti in prodotti validati e adatti al mercato che attirino i consumatori di oggi, sempre più attenti alla qualità e all'ambiente. Verranno infatti applicati approcci sostenibili e di produzione su scala industriale, senza ricorrere alla sperimentazione animale, un tipo di esperimento scientifico che prevede poi il test su volontari umani". Nel campo strettamente alimentare la ricerca ha lavorato invece a un processo per produrre glutine "detossificato" adatto ad alimenti per celiaci e intolleranti al glutine con proprietà nutrizionali e organolettiche superiori a quelle dei prodotti gluten free attualmente sul mercato. La proteina "detossificata" viene prodotta utilizzando cellule batteriche o vegetali che, adeguatamente istruite con i metodi della biologia molecolare, diventano delle vere e proprie "biofabbriche". Il brevetto è di un team di ricercatori del Laboratorio Biotecnologie dell'Enea grazie al fondo Proof of Concept (PoC) e all'integrazione di competenze che vanno dall'immunologia all'ingegneria proteica e dalle biotecnologie alla biochimica. "Pur restando strutturalmente molto simile a quella naturale - afferma la ricercatrice Selene Baschieri- per poterne mantenere le caratteristiche più interessanti durante la panificazione o la produzione di altri prodotti da forno, la nuova proteina non viene riconosciuta da parte degli anticorpi presenti nel siero dei pazienti celiaci. La nostra invenzione permetterà di realizzare alimenti di nuova generazione definibili come gluten safe che andrebbero ad interessare tutti i soggetti affetti da celiachia, una malattia immuno-mediata che colpisce in Europa circa l'1% della popolazione".

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