Home restaurant, 'legge che ci regola lascia amaro in bocca'

Scivoletto,fa brindare solo lobby ristoratori. Sinaldi (Pd), legge tutela operatori e utenti

Redazione ANSA ROMA

ROMA - "Una legge che fa brindare solo le lobby dei ristoratori e che lascia l'amaro in bocca a chi vede vanificati due anni di sforzi diretti a trovare delle regole giuste e corrette per tutti". Lo afferma Giambattista Scivoletto, amministratore del sito www.bed-and-breakfast.it e fondatore di HomeRestaurant.com, piattaforma internazionale di Home Restaurant, in merito all'approvazione da parte della Camera del provvedimento che disciplina l'attività dei 'ristoranti in casa'.

"Una legge che impone tanti e tali controlli e limiti che porterà inevitabilmente alla rinuncia di tantissimi aspiranti cuochi casalinghi, soprattutto quelli che più avrebbero portato lustro ed esperienza al settore dell'accoglienza culinaria domestica - prosegue Scivoletto - Si pensi, ad esempio, alle nonne, alle mamme o alle zie, prime depositarie della cultura gastronomica tipica italiana, alle prese con le registrazioni sulle "piattaforme digitali" o con i pagamenti in forma elettronica, costrette a dire a chi le chiama al telefono che no, se si vuole assaggiare la parmigiana di melanzane come si faceva una volta bisogna andare sul sito www-punto-punto, prenotare e pagare lì e poi, mezz'ora prima di servire il pasto, collegarsi al sito e dichiararlo, pena multe salatissime.

"Un settore che, anche se fosse stato lasciato sviluppare senza freni e limiti, - prosegue Scivoletto - non avrebbe minimamente intaccato quello della ristorazione classica, che con 76 miliardi di volume d'affari nel 2015, schiaccia con ordini di grandezza a quattro zeri il probabile volume d'affari degli Home restaurant da qui a pochi anni.

"Un silenzio che dice tutto, quello dei relatori della legge - conclude Scivoletto -, sordi alle istanze di 5.000 firmatari degli appelli che chiedevano regole semplici in linea con le raccomandazioni tanto dell'Europa quanto del ministro dello Sviluppo Economico. Rimaniamo nella speranza che il Senato possa mettere mano ai punti più controversi della Legge".

"La legge sugli home restaurant mira a tutelare sia l'esercente che il consumatore e non è soggetta a nessun gioco di potere o lobby". Così, in una nota, Angelo Senaldi (Pd), relatore alla pdl sugli Home Restaurant, replica a Giambattista Scivoletto, amministratore del sito www.bed-and-breakfast.it e fondatore di HomeRestaurant.com, che ha parlato di "una legge che fa brindare solo le lobby dei ristoratori". "La legge che abbiamo approvato ieri alla Camera - spiega - è una normativa che semplifica le procedure riguardanti l'attività degli Home Restaurant, dando compiti ai gestori delle piattaforme e di conseguenza scaricando da incombenze i cuochi amatoriali o le casalinghe o tutti coloro che abbiano voglia di avviare una attività di Home Restaurant. Quindi la legge certamente non va a scoraggiare né cuochi né casalinghe e piuttosto va a dare certezza agli utenti fruitori che con questa legge sono molto più garantiti di prima e quindi invogliati a provare questa nuova esperienza di social eating. Era necessario - aggiunge - fare una legge che desse certezze ad un settore, quello degli home restaurant, che si sta sviluppando in modo esponenziale sulla scia della più ampia legge sulla sharing economy già in fase di avanzata discussione, una realtà destinata a crescere e che vogliamo sostenere in conformità con le indicazioni delle direttive europee e semplificando le precedenti indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ma le start up del settore sono in rivolta:  "Oggi con l'evoluzione tecnologica e con le varie applicazioni che si possono creare per offrire servizi, si aprono nuove frontiere lavorative e nuove opportunità ma questo decreto legge mette dei paletti che non aiutano il modello"-  afferma Gaetano Campolo, amministratore della GC restaurant & management srl e fondatore di Home restaurant Hotel. "Non solo - aggiunge Campolo- è stato inserito un provvedimento dove si vieta l'unione con gli affittacamere, quello italiano è l'unico Parlamento in Europa a vietare l'incrocio con i B&B, inventando scuse senza senso a favore di lobby e contro lo sviluppo e la crescita del nostro Paese".   Contrariato anche il social eating: "Una legge fortemente voluta da insistenti attività di lobbying da parte delle associazioni di categoria che non hanno realmente compreso quanto l'home restaurant sia lontano dall'esperienza del ristorante e sia non avversario ma strumento di sviluppo del settore" - Così Cristiano Rigon, founder di Gnammo, la principale piattaforma di social eating in Italia. "Da una parte è senza dubbio positivo il fatto che esista una norma che regolamenti le attività di Home Restaurant, in quanto permetterà a tutti gli aspiranti cuochi di sperimentare la sharing economy senza paura di andare contro le autorità - aggiunge Rigon - Di contro però, sarebbe stato più opportuno, come prima cosa, normare a livello quadro la sharing economy, negli aspetti condivisi da tutte le attività, per poi scendere, se e dove necessario, a specificare i paletti da mettere nei singoli settori". "L'augurio - continua il fondatore di Gnammo - è che il Senato sappia produrre una legge sufficientemente agile e snella, rispondente ai suggerimenti UE di non promulgare norme che limitino, ma che favoriscano lo sviluppo del mercato del social eating, limando ancora i forti vincoli presenti nel testo approvato alla Camera".

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