Vini Dop e Igp sbancano a estero, export a quota 4,3 mld

Rapporto Qualivita-Ismea, nel food si segnalano formaggi e salumi

Redazione ANSA ROMA

- ROMA - Vini, formaggi e salumi dominano la scena nell'export agroalimentare. I primi trainano la domanda di made in Italy nel mondo, ma registrano forti percentuali di crescita i formaggi (+11,4% sul 2013), i salumi (+9,7%) e gli arrembanti ortofrutticoli (+37,9%). E' quanto rileva il rapporto Qualivita-Ismea sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole a denominazioni di origine.
Nel dettaglio, i vini Dop e Igp sono i re dell'export: nel 2014 hanno totalizzato un volume di 13,5 milioni di ettolitri (+3% sul 2013), a quota i 4,3 miliardi di euro (+4%). Il valore alla produzione si attesta sui 7 miliardi di euro. Le prime quattro denominazioni (Prosecco DOP, Asti DOP, Conegliano Valdobbiadene-Prosecco DOP e Chianti DOP) con oltre 620 mln di euro di valore alla produzione coprono oltre il 22% del totale. I formaggi, con un valore alla produzione di 3,7 miliardi di euro, hanno un'incidenza di oltre il 57% sul totale del comparto Food. L'export brilla nel 2014: con 1,5 miliardi di euro, cresce dell'11,4% sul 2013 e rappresenta il 55% del totale delle esportazioni del comparto Food. Grana Padano DOP, Parmigiano Reggiano DOP, Gorgonzola DOP rappresentano da sole oltre il 74% della produzione. I prodotti a base di carne hanno un valore alla produzione di 1,8 miliardi di euro. Molto bene l'export nel 2014: con 446 milioni di euro, aumenta del 9,7% rispetto al 2013. Prosciutto di Parma DOP, Mortadella Bologna IGP e Prosciutto di San Daniele DOP rappresentano il 76% della categoria in volume e circa il 70% per valore alla produzione. Gli ortofrutticoli sono la categoria leader delle DOP IGP in termini di volume, ma la terza per valore alla produzione con 467 milioni di euro. Nel 2014, con 267 milioni di euro, le esportazioni crescono del 37,9% rispetto al 2013.
Infine uno sguardo agli aceti balsamici, il cui export nel 2014 raggiunge quota 496 milioni di euro (+12,3%), e agli oli di oliva DOP e IGP italiani che pagano lo scotto di un 2014 negativo in termini di quantità e qualità e che si riflette nell'export, con un calo del -10% in valore. 

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