Nei pannelli antirumore un labirinto che intrappola i suoni

L'idea realizzata da sei studenti dell’Alta Scuola Politecnica

Redazione ANSA

Un vero e proprio labirinto in grado di intrappolare le onde sonore, si nasconde all’interno dei nuovi pannelli anti-rumore progettati da sei studenti dell’Alta Scuola Politecnica (ASP), il programma internazionale riservato ai migliori studenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Torino. La tecnologia, realizzabile a basso costo grazie alla stampa 3D, potrà essere applicata in vari settori, dall’edilizia fino all’automotive e all’aeronautica.

I pannelli sono realizzati con materiali innovativi (metamateriali) che superano le potenzialità di quelli convenzionali. Le loro prestazioni sono dovute alla geometria delle strutture labirintiche presenti all’interno, sulle quali l’onda acustica si riflette più volte riducendosi lentamente fino ad auto cancellarsi. Queste strutture sono in grado di smorzare più tipologie di rumore: dai suoni a media frequenza, tipici del parlato e di alcuni strumenti musicali, fino a quelli a bassa frequenza, causati dai motori.

I metamateriali labirintici hanno un elevato potenziale, in quanto la loro struttura leggera, poco ingombrante e fabbricata al 100% tramite la stampa 3D, rende possibile la costruzione di prodotti acustici con plastiche di scarto riuscendo ad abbattere i costi finali. Un possibile settore d’impiego potrebbe essere quello dell’aeronautica: l’applicazione del pannello nella fusoliera di un aereo consentirebbe di isolare i passeggeri dal rumore esterno e di ridurre l’inquinamento acustico ambientale provocato dal velivolo.

Il progetto è stato testato e validato al Dipartimento Energia-DENERG ‘Galileo Ferraris’ del Politecnico di Torino. Inoltre è stato coinvolto come partner industriale Phononic Vibes, impresa nata nel 2018 come spin-off del Politecnico di Milano. Il progetto proseguirà nell’ambito del percorso di ricerca europeo FET – Boheme, coordinato dall’Università di Trento e in cui sono coinvolti tra gli altri, il Politecnico di Torino, l’Imperial College di Londra e il Politecnico Federale di Zurigo (ETH).

 

 

 

 

 

 

 

 

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