Le grandi opere d'arte diventano piccole come formiche

Stampate per la prima volta senza pigmenti

Redazione ANSA

'La grande onda' di Hokusai è la prima delle grandi opere d'arte a diventare piccola come una formica, grazie a una nuova tecnica di stampa che lavora a livello sub-millimetrico riproducendo i colori senza usare i pigmenti, bensì imitando il meccanismo naturale che rende iridescenti le ali delle farfalle e le piume dei pavoni.

Utile anche nei sistemi anti-contraffazione delle banconote e nella produzione di etichette anti-sabotaggio per farmaci e alimenti, è pubblicata sulla rivista Nature dai ricercatori dell'Università di Kyoto in Giappone. Il loro segreto sta nell'aver compreso come controllare a livello microscopico un fenomeno tipico dei polimeri, l'incrinatura dovuta a stress meccanici.

"Quando i polimeri sono esposti a uno stress, una sorta di allungamento a livello molecolare, vanno incontro a un processo definito 'crazing' che provoca la formazione di fibre piccole e sottili", spiega il ricercatore Easan Sivaniah. "Queste fibrille determinano un effetto visivo potente, quello che gli studenti annoiati vedono a scuola quando piegano ripetutamente il righello trasparente finché la plastica non diventa opaca".

Controllando questo fenomeno è possibile regolare anche la dispersione della luce che colpisce le fibrille, creando colori in tutto lo spettro del visibile, dal blu al rosso, senza bisogno di pigmenti, proprio come avviene in natura nelle ali di farfalla e nelle piume di pavone.

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