L'Europa ha 5 nuovi astronauti e il primo parastronauta

Due italiani fra le riserve

Redazione ANSA

Ci sarà un astronauta italiano sulla futura stazione spaziale Gateway nell'orbita lunare, tra il 2025 e il 2030: ora c'è l'impegno formale da parte dell'Agenzia spaziale europea (Esa), che dovrà scegliere tra Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano. La bella notizia è arrivata tramite fonti dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) al termine della Conferenza Ministeriale dell'Esa a Parigi, dove è stata presentata anche la nuova classe di astronauti Esa 2022. Diciassette le nuove leve, giovani di talento selezionati tra oltre 22.500 candidati per portare nuova linfa all'esplorazione spaziale. Di questi, cinque (due donne e tre uomini) sono gli astronauti di carriera che inizieranno subito l'addestramento in vista di future missioni spaziali, mentre 11 sono le riserve tra cui spiccano due italiani: la bresciana Anthea Comellini e lo spoletino Andrea Patassa. A completare la foto di gruppo anche il primo parastronauta con disabilità.

"Per diventare astronauti bisogna essere persone davvero speciali", ha detto il direttore generale dell'Esa, Joseph Aschbacher, che ha condotto i colloqui finali per la selezione delle nuove leve. "Sono molto orgoglioso che ci sia una buona distribuzione fra uomini e donne, con quasi il 50% del gruppo composto da donne, e che siano rappresentati diversi Paesi". Sophie Adenot (Francia), Pablo Álvarez Fernández (Spagna), Rosemary Coogan (Gran Bretagna), Raphaël Liégeois (Belgio) e Marco Sieber (Svizzera) sono i cinque astronauti di carriera che prenderanno servizio presso il Centro astronauti europeo di Colonia (Germania) e saranno addestrati secondo gli standard più elevati come specificato dai partner della Stazione Spaziale Internazionale. Una volta assegnati a una missione, l'addestramento sarà adattato ai loro futuri compiti.

E per la prima volta, l'Esa ha selezionato anche un pool di riserva di astronauti, composto da candidati che hanno superato l'intera selezione ma che non possono essere reclutati in questo momento. Gli 11 rimarranno con i loro attuali datori di lavoro e riceveranno un contratto di consulenza e supporto di base: inizieranno l'addestramento nel caso in cui venga identificata un'opportunità di volo.

"Grande emozione e profondo orgoglio per la scelta dell’Esa che ha puntato ancora una volta su nostri giovani talenti", haosservato il ministro dell'Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini, "Gli astronauti Andrea Patassa e Anthea Comellini faranno parte delle 11 riserve dell’Agenzia spaziale europea dopo essere stati selezionati tra oltre 22mila candidati. La spazio, per il talento italiano, è sempre di più senza limiti. Un messaggio di incoraggiamento per tutti i nostri ragazzi, soprattutto per chi si accinge a scegliere il percorso formativo: in Italia ci sono strutture accademiche d’eccellenza che aspettano solo voi".

Orgogliosi ed emozionati i due giovani italiani che sono riusciti a entrare nella rosa. "Sono incredulo, sto ancora cercando di realizzare", ammette Andrea Patassa, classe 1991, laureato in Scienze aeronautiche alla Federico II di Napoli e pilota dell'Aeronautica militare Italiana. "Per me era il classico sogno da bambino che però ho messo per un po' nel cassetto: sembrava irrealizzabile, come diventare Spider-Man".

Felice e grata anche Anthelia Comellini, classe 1992, laurea con lode in Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano e dottorato in Navigazione autonoma per rendez-vous spaziali. "Non abbiamo ancora avuto molto tempo per parlare con le nostre famiglie, ma ho 3.000 messaggi in coda sul cellulare", dice sorridendo. Grande l'entusiasmo per le nuove prospettive che si potrebbero aprire dopo questa selezione, con un tema in particolare nel cuore: "il cambiamento climatico", spiega Comellini. "Lo spazio è un dominio fondamentale per monitorare e anche per muovere le coscienze sul tema", le fa eco Patassa. Sogna lo spazio anche il primo parastronauta, il britannico John McFall, che prenderà parte a un progetto per sviluppare opzioni per l'inclusione di persone con disabilità fisiche nel volo spaziale umano e possibili missioni future. "Spero di poter essere di ispirazione per altri", ha detto. "Voglio dimostrare che la scienza e lo spazio sono per tutti". 

Andrea Patassa e Anthea Comellini con il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia (fonte: ASI)

 

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