Dalla Luna a Marte, crescono le ambizioni spaziali della Cina

Nature, missioni aperte a collaborazione internazionale

Redazione ANSA

Nella corsa allo spazio la Cina spinge sull'acceleratore, pianificando tre missioni sulla Luna, il rientro sulla Terra di un campione di Marte, l’assaggio di un asteroide, la realizzazione di un rivelatore spaziale di onde gravitazionali e quella di un potente telescopio spaziale simile ad Hubble. Questi i pilastri dell’ambizioso programma spaziale per il prossimo quinquennio presentato dal Paese del Dragone, a cui Nature dedica un approfondimento sul proprio sito.

“La Cina ha vissuto alcuni anni eccezionali per l'esplorazione spaziale e le sue ambizioni stanno per diventare ancora più audaci”, sottolinea Nature. Riportando un commento dell’astronomo Shuang-Nan Zhang dell’Istituto di fisica delle alte energie di Pechino, l’articolo sottolinea come il piano spaziale cinese confermi l’intenzione del Paese di puntare su missioni scientifiche piuttosto che sullo sviluppo di tecnologie e applicazioni. “Questo è un buon segno, è una crescita continua dell’investimento nell’esplorazione dell’universo”, afferma Zhang.

Già nel 2024 la Cina potrebbe lanciare la sua prima missione diretta su un asteroide, sulla scia della missione giapponese Hayabusa e della Osiris-Rex della Nasa (che il prossimo anno riporterà a Terra un campione dell'asteroide Bennu). La missione cinese dovrebbe durare 10 anni: atterrerà sull'asteroide HO3, per prelevarne un campione da riportare sulla Terra nel 2026, e poi proseguirà il suo viaggio verso la cometa 311P/Panstarrs. Fanno sognare anche le tre missioni lunari che la Cina ha approvato lo scorso dicembre, tutte dirette al polo sud in vista della realizzazione di una base lunare: la missione Chang’e-7 (prevista per il 2024) farà una mappatura dettagliata; seguirà poi Chang’e-6, per prelevare dei campioni da studiare; infine si inizierà a lavorare a Chang’e-8, che dopo il 2030 testerà nuove tecnologie per la base lunare. Per il 2028 la Cina prevede invece il lancio di una sonda per riportare a Terra dei campioni di Marte, mentre in parallelo lavorerà a una missione esplorativa di Giove e le sue lune, che potrebbe affiancare la missione europea Juice e la missione Europa Clipper della Nasa, previste per il 2023-2024.

Il futuro spaziale della Cina dovrebbe essere all’insegna della cooperazione: Nature ricorda infatti che il vice amministratore dell’Agenzia spaziale cinese (Cnsa) Wu Yanhua ha sottolineato l’intenzione di ampliare e approfondire la collaborazione internazionale per quanto riguarda l’esplorazione lunare, la stazione spaziale Tiangong (in costruzione) e l’esplorazione planetaria.

Intanto cresce l'attesa anche per due strumenti che la Cina intende schierare nello spazio. Il primo è il telescopio Xuntian, che catturerà immagini alle stesse lunghezze d'onda dello storico telescopio Hubble di Nasa ed Esa. Di dimensioni più contenute, Xuntian non avrà la stessa risoluzione di Hubble ma inquadrerà una fetta di cielo 300 volte più larga. Lo strumento dovrebbe essere lanciato nel 2024 e di tanto in tanto si aggancerà alla Stazione spaziale cinese per fare il pieno e la manutenzione. Infine, dopo il 2030 la Cina dovrebbe lanciare un rivelatore spaziale di onde gravitazionali, il primo del suo genere: si focalizzerà infatti su onde a frequenza più bassa rispetto a quelle rilevate dagli strumenti a terra come Ligo, in modo da individuare buchi neri più massicci. Così la Cina potrebbe colmare il divario con l'Europa, che insieme alla Nasa prevede di lanciare il proprio rivelatore Lisa nel 2037.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA