A scuola di Archeoastronomia per studiare le civiltà perdute con le stelle

Appuntamento il 23 e 24 luglio grazie all'Unione Astrofili Italiani

Redazione ANSA ROMA

Studiare le civiltà antiche grazie alla volta celeste: torna l'appuntamento con la Scuola nazionale di archeoastronomia dell'Unione Astrofili Italiani (Uai), diretta dall'astrofisico Paolo Colona, responsabile della sezione di ricerca 'Archeoastronomia e storia dell'astronomia' dell'Uai. Giunta alla quinta edizione, si svolgerà il 23 e 24 luglio presso il Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma, e sarà possibile anche seguire le lezioni on line. "L'archeoastronomia - spiega Colona - è la scienza che individua e studia il contenuto astronomico dei reperti antichi, dagli edifici ai templi, dai racconti ai testi sacri, dando un enorme contributo alla conoscenza del passato", precisa l'astrofisico.

La scuola, passando in rassegna le più importanti scoperte realizzate nell'ambito dell'archeoastronomia, e grazie agli interventi di astronomi, storici e archeologi, mostra come "indagare l'antico con l'astronomia", spiega Colona, e come "distinguere i lavori utili alla conoscenza dalle affermazioni sensazionalistiche prive di fondamento scientifico".

Diversi i temi trattati, dall'analisi dei reperti dei Neanderthal alla scoperta di Nettuno fino ai passaggi astronomici più oscuri in Omero. Oltre alle lezioni in aula e in modalità online, il programma della scuola prevede anche visite guidate al Museo etrusco di Villa Giulia e alla Sala dello zodiaco e, nella serata del 24 luglio, osservazioni astronomiche a occhio nudo e ai telescopi.

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