Dedicato a una donna il nuovo telescopio spaziale della Nasa

Si chiamerà Nancy Grace Roman, come mamma del telescopio Hubble

Redazione ANSA

Ha il nome di una donna il nuovo telescopio spaziale della Nasa il cui lancio è previsto a metà degli anni '20. Si chiamerà Nancy Grace Roman, come l'astronoma considerata la 'mamma' del telescopio spaziale Hubble. Il nuovo telescopio avrà il compito di cercare i pianeti che si trovano in altri sistemi solari e di investigare i misteri astronomici, come l'energia oscura che occuperebbe il 70% dell'universo e la cui esistenza è stata ipotizzata per spiegare l'espansione dell'universo.



Nata il 16 maggio 1925 a Nashville, nel Tennessee, Nancy Grace Roman ha trascorso 21 anni alla Nasa sviluppando e lanciando osservatori spaziali che studiavano il Sole, lo spazio profondo e l'atmosfera terrestre. Tuttavia il suo risultato più famoso è l'aver lavorato a sviluppare i concetti alla base del telescopio spaziale Hubble, che ha appena trascorso il suo trentesimo anno in orbita e che è stato il primo dei grandi osservatori spaziali della Nasa.

Roman è stata anche il primo capo del settore Astronomia della Nasa, diventando la prima donna a ricoprire un ruolo esecutivo presso l'agenzia. Ha lasciato un'enorme eredità nella comunità scientifica quando è morta nel 2018. "È grazie alla leadership e alla visione di Nancy Grace Roman che la Nasa è diventata pioniera nell'astrofisica e ha lanciato Hubble, il telescopio spaziale più potente e produttivo al mondo", ha rilevato l'amministratore della Nasa Jim Bridenstine.



"Non riesco a pensare a un nome migliore - ha aggiunto - per il successore dei telescopi Hubble e Webb della Nasa". Il Nancy Grace Roman Space Telescope, che finora era stato chiamato Wfirst (Wide Field Infrared Survey Telescope), ha uno specchio primario del diametro di 2,4 metri e osserverà un'area del cielo 100 volte più grande di quella osservata da Hubble. Ciò significa che una singola immagine del telescopio spaziale Roman sarà l'equivalente di 100 immagini di Hubble. Il progetto ha da poco ricevuto luce verde per la fase di sviluppo e test, per garantire che lo strumento resisterà alle condizioni estreme del lancio e dello spazio.

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