Luce e raggi X emessi all'unisono da un 'faro' cosmico

Rivoluzionano le teorie sulle pulsar

Redazione ANSA

Osservata per la prima volta l'emissione all'unisono di lampi di luce e raggi X provenienti da un 'faro' cosmico, ovvero una pulsar distante 4.500 anni luce che ruota su se stessa a centinaia di giri al secondo. La scoperta, che sfida le attuali teorie, è pubblicata sulla rivista The Astrophyiscal Journal da un gruppo di ricerca guidato da Alessandro Papitto dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

Lo studio è stato realizzato nell'ambito di un'estesa campagna di osservazione di due giorni promossa nel 2017 con il telescopio Nazionale Galileo gestito dall'Inaf alle Isole Canarie (equipaggiato con il fotometro ottico ad altissima velocità Sifap, ideato e sviluppato dai ricercatori della Sapienza di Roma, dell'Inaf e del Telescopio Galileo) e il satellite Xmm-Newton dell'Agenzia spaziale europea (Esa).

Le osservazioni combinate hanno permesso di misurare con altissima risoluzione temporale i due tipi di radiazione provenienti dalla pulsar, denominata PSR J1023 + 0038, che appartiene alla particolare categoria delle 'pulsar al millisecondo transizionali' che alternano due diverse modalità di emissione, raggi X e onde radio.


Il Telescopio Nazionale Galileo (fonte: INAF/Renato Cerisola)

 

"E' la primissima pulsar al millisecondo scoperta con pulsazioni anche nella banda ottica", sottolinea Papitto. Il team ha cercato di spiegare gli impulsi sincronizzati con i modelli attuali, ma senza risultati. Il segnale ottico è troppo luminoso per essere una conseguenza dell'accrescimento di materia, come nel caso degli impulsi a raggi X. Anche i modelli basati sulla rotazione del campo magnetico della pulsar, come quelli che spiegano le pulsazioni radio, non sono stati soddisfacenti.

"Stiamo osservando qualcosa di completamente diverso dagli altri tipi di pulsar", sottolinea Papitto. "Abbiamo pensato che forse la pulsar emetta un forte vento elettromagnetico, che quindi interagisce con il disco di accrescimento attorno al sistema". Per verificare questa ipotesi sono già in programma nuove osservazioni.

 

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