Marte alla minima distanza dalla Terra

A meno di 58 milioni di chilometri

Davide Patitucci

Ha conquistato le prime pagine dei giornali facendo parlare di sé per la scoperta, attesa da decenni, che nel suo sottosuolo ospita un lago salato di acqua, possibile culla per la vita. Negli stessi giorni è stato protagonista della serata astronomica più spettacolare degli ultimi anni, accompagnando la Luna nell'eclissi del secolo. Il 31 luglio 2018 Marte torna a dare spettacolo per un incontro ravvicinato con la Terra, mostrandosi vicino e brillante come non accadeva da 15 anni. La sera del 31 luglio il pianeta rosso si trova infatti alla minima distanza dal nostro pianeta, pari a 57.590.630 chilometri.

 

 Le dimensioni apparenti di Marte nel maggio 2018 e il 31 luglio 2018, quando raggiunge la distanza minima dalla Terra (fonte: NASA/JPL-Caltech)

L'avvicinamento alla Terra è un appuntamento che si ripete all'incirca ogni 26 mesi. "Avendo un'orbita ellittica, Marte si trova periodicamente a una distanza minima e una massima dalla Terra", ha spiegato all'ANSA Silvia Casu, dell'osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Il 31 sera il pianeta rosso è ben visibile a partire dal tramonto: sorgerà verso Sud-Est, pochi gradi al di sotto della Luna, nella costellazione del Capricorno. Raggiunge il punto più vicino alla Terra nella notte fra il 31 luglio e il primo agosto, intorno alla mezzanotte, restando visibile per gran parte della notte. Poi, a partire da metà agosto, la luminosità del pianeta rosso inizierà a indebolirsi, mentre le orbite di Marte e della Terra allontaneranno i due pianeti.

"Quando Marte è in opposizione, cioè dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra, si verifica un allineamento tra i pianeti e la stella, con la Terra nel mezzo", ha detto ancora l'astronoma. "Si tratta di un fenomeno interessante, perché durante l'opposizione il pianeta rosso è completamente illuminato dal Sole e alla distanza minore dalla Terra", ha aggiunto. Le distanze minime, però, non sono sempre le stesse, ma variano a seconda dell'attrazione gravitazionale di Giove.



L'appuntamento con Marte così vicino alla Terra è anche "un'occasione ghiotta anche per le osservazioni scientifiche", ha rilevato Casu. "Ad esempio, nei giorni scorsi la Nasa ha potuto scattare alcune immagini di Marte che mostrano una tempesta di sabbia globale". Questi incontri ravvicinati sono inoltre, per le agenzie spaziali, un'opportunità per programmare il lancio di nuove missioni. Nell'ottobre 2020, ad esempio, quando Marte tornerà ad avvicinarsi alla Terra, l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) lancerà la missione ExoMars 2020 e la Nasa la missione Mars 2020: entrambe a caccia di tracce di vita presente o passata sul pianeta.

Rappresentazione artistica delle dimensioni di Marte durante la massima vicinanza alla Terra nel 2018 e nel 2020 (fonte: NASA)

Attenzione, infine, alle bufale che circolano in rete e sui social media: "non è vero che il 31 luglio Marte appare grande come la Luna. Se così fosse - rileva la Nasa - sulla Terra avremmo enormi problemi legati all'attrazione gravitazionale di Marte e Luna insieme".

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