Marte, selezionati due siti per la discesa del rover ExoMars 2020

Condizioni giuste per cercare tracce di vita e facilitare la discesa

Redazione ANSA

Selezionati due siti su Marte per l'atterraggio del rover della missione ExoMars 2020, destinato a cercare tracce di vita nel sottosuolo. Si chiamano Oxia Planum e Mawrth Vallis ed hanno entrambi sia i requisiti per rendere 'facile' la discesa del rover, sia le tracce della presenza di abbondanti quantità di acqua nel passato. Il 'ballottaggio' è previsto nel 2019.

I due possibili siti sono stati selezionati al termine di una due giorni di incontri tra esponenti della comunità scientifica, dell'industria e i responsabili della missione, nata dalla cooperazione tra l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l'agenzia russa Roscosmos. Sia Oxia Planum e Mawrth Vallis si trovano nell'emisfero Nord del pianeta rosso e garantiscono entrambi una vasta area sufficientemente 'pulita', priva di grandi rocce o altri ostacoli che potrebbero mettere a repentaglio le ultimissime fasi della discesa, e sono in zone sufficientemente basse da permettere di sfruttare il più possibile la debole atmosfera marziana per rallentare la discesa con i paracadute.

Dato che l'obiettivo principale della missione è quello ci cercare possibili tracce di vita, perforando il terreno fino a due metri di profondità grazie a una trivella italiana, i siti sono stati scelti anche sulla base delle loro caratteristiche geologiche. Entrambi presentano i segni di un'abbondante presenza di acqua nel passato: Oxia Planum è ricco di materiali argillosi che risalirebbero a 3,9 miliardi di anni fa, mentre il terreno di Mawrth Vallis mostra le 'striature' tipiche di antiche sorgenti idrotermali, ambienti molto simili a quelli che potrebbero aver 'cullato' la vita sulla Terra all'incirca 4 miliardi di anni fa.

Il lancio di questa ambiziosa missione è previsto nel 2020 con un fondamentale contributo italiano, con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'industria, in particolare con Thales Alenia Space (Thales-Leonardo) e Leonardo, che ha anche realizzato il trapano destinato a perforare il suolo marziano.

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