Ucraina, la voce degli scienziati contro la guerra

La lettera aperta dei ricercatori russi, la solidarietà delle accademie europee, i Lincei

Redazione ANSA

Bloccare subito ogni azione militare per mettere immediatamente fine a una guerra insensata: lo chiedono gli scienziati russi in una lettera aperta che in poco tempo ha raccolto quasi 400 firme, molte anche da parte di giornalisti, linkata dalla rivista Science sul suo sito.

"La responsabilità di scatenare una nuova guerra in Europa spetta interamente alla Russia", si legge nella lettera. "Non c'è una giustificazione razionale per questa guerra" e "l'Ucraina - si legge - non rappresenta una minaccia per la sicurezza del nostro Paese". Si tratta di una guerra "ingiusta" e "insensata" con un Paese che è vicino: molti di noi hanno parenti, amici e colleghi che vivono in Ucraina. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto insieme contro il nazismo".

Convinti di una possibile soluzione pacifica dei problemi, i firmatari rilevano che con questa guerra "la Russia si è condannata all'isolamento internazionale, alla posizione di Paese paria" e "noi scienziati non saremo più in grado di svolgere normalmente il nostro lavoro: del resto, fare ricerca è impensabile senza la piena collaborazione con i colleghi di altri Paesi".

Per questo gli scienziati chiedono "l'arresto immediato di tutte le operazioni militari dirette contro l'Ucraina" e "il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dello Stato ucraino. Chiediamo pace per i nostri Paesi".

Solidarietà dalle accademie scientifiche europee

Solidarietà all'Ucraina e alle sue istituzioni scientifiche da parte della Federazione europea delle accademie delle scienze e degli studi umanistici (Allea), che in una dichiarazione afferma di reagire "con shock e profondo rammarico all'incursione militare della Russia in Ucraina". Gli accademici europei chiedono quindi "al governo russo di rispettare le convenzioni internazionali sulla protezione dei civili e dei manufatti culturali".

Con "profonda preoccupazione per la sicurezza dei nostri colleghi", la Federazione "prende atto del pericolo" che la situazione attuale "rappresenta per le istituzioni scientifiche, gli accademici e la collaborazione internazionale nella ricerca ucraina" ed esprime "piena solidarietà e sostegno" all'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina.

"Riconosciamo inoltre - prosegue la Federazione delle accademie europee - che anche i membri della comunità scientifica russa che si sono espressi contro le aggressioni in corso possono essere ugualmente minacciati" e allo scopo di "salvaguardare la libertà accademica e l'autonomia della scienza e della ricerca, monitoreremo da vicino la situazione e prenderemo in considerazione l'adozione di ulteriori misure a sostegno della nostra accademia ucraina e dei suoi membri". Per l'Allea "non vi è alcuna legittimità per le azioni intraprese per sabotare la pace, la stabilità e l'autonomia dell'Ucraina. In questi tempi difficili, ci opponiamo ai palesi attacchi del governo russo contro uno Stato sovrano, contro la democrazia e contro persone innocenti".

L'Accademia dei Lincei condivide dichiarazione Allea ed esprime solidarietà agli scienziati russi
L'Accademia dei Lincei si impegna a favore di ogni iniziativa per il ripristino della pace e aderisce alla dichiarazione diffusa dalla Federazione delle accademie scientifiche e umanistiche europee (Allea), così come all'appello per la pace firmato da scienziati e giornalisti russi, che al momento ha raccolto oltre 600 firme.

L'accademia scientifica più antica del mondo invita, in una nota, a sottoscrivere la dichiarazione e si dice impegnata "a favorire ogni iniziativa volta al ripristino della pace e delle possibilità di studio e ricerca per gli amici, le amiche e i colleghi e colleghe ucraini, ai quali l'Accademia esprime la sua piena e più vicina solidarietà".

La stessa solidarietà è espressa dai lincei "ai tanti, finora oltre 600 ma il numero continua a crescere, scienziati e divulgatori scientifici russi che hanno firmato un vibrante appello di condanna dell'invasione russa dell'Ucraina".

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