Clima: Parisi, finora azioni dei governi non all'altezza

Servono investimenti scientifici per nuove tecnologie

Redazione ANSA

"Sfortunatamente le azioni intraprese dai governi non sono state all'altezza di questa sfida e i risultati finora sono stati estremamente modesti", ha detto il Nobel Giorgio Parisi intervenendo alla Camera, nella riunione di preparazione in vista della COP26. "L'umanità - ha aggiunto Parisi - deve fare delle scelte essenziali, deve contrastare con forza il cambiamento climatico. Sono decenni che la scienza ci ha avvertito che i comportamenti umani stavano mettendo le basi per un aumento vertiginoso della temperatura del nostro pianeta".

Dall'esperienza della pandemia di Covid-19, ha proseguito il Nobel, "sappiamo che non è facile prendere le misure efficaci in tempo. Abbiamo visto come spesso le misure di contenimento della pandemia sono state prese in ritardo, solo al momento in cui non erano più rimandabili". Parisi ha quindi citato "un capo di governo a cui sfuggì detto 'non possiamo fare un lockdown prima che gli ospedali siano pieni, i cittadini non capirebbero'.

Bloccare il cambiamento climatico con successo richiede, per Parisi, "uno sforzo mostruoso da parte di tutti: è una operazione con un costo colossale, non solo finanziario ma anche sociale con cambiamenti che incidono sulle nostre esistenze". Il compito della politica, secondo il Nobel, è "far sì che questi costi siano accettati da tutti: chi più ha usato le risorse deve contribuire di più, in maniera da incidere il meno possibile sul grosso della popolazione; i costi devono essere distribuiti in maniera equa e solidale fra tutti i Paesi: la decenza richiede che i Paesi che attualmente incidono sulle risorse del pianeta devono fare gli sforzi maggiori".

Parisi ha rilevato infine che "il Prodotto nazionale lordo non è una buona misura dell'economia. Cattura la quantità ma non la qualità della crescita. Sono stati proposti molti indici diversi, tra cui l'indice di sviluppo umano e l'indice di benessere economico sostenibile. Se il Prodotto nazionale lordo rimarrà al centro dell'attenzione, il nostro futuro - ha concluso - sarà triste".

La crisi climatica è "un enorme problema che ha bisogno di interventi decisi non solo per bloccare l'emissione di gas serra, "ma abbiamo bisogno anche di investimenti scientifici", ha aggiungo Parisi. Investire nella scienza è necessario, ha aggiunto, per "sviluppare nuove tecnologie ", per esempio per conservare l'energia trasformandola anche in carburanti".

E' anche necessario mettere a punto "tecnologie non inquinanti che si basino su risorse rinnovabili: non solo - ha detto ancora Parisi - dobbiamo salvarci dall'effetto serra, ma dobbiamo evitare di cadere nella trappola terribile dell'esaurimento delle risorse naturali". Per il Nobel "il risparmio energetico è anche un capitolo da affrontare con decisione: per esempio finché la temperatura interna delle nostre case rimarrà quasi costante tra estate e inverno, sarà difficile fermare le emissioni".

Uscire dalla crisi climatica è come guidare di notte: "le scienze sono i fari, ma poi la responsabilità di non andare fuori strada è del guidatore, che deve anche tener conto che i fari hanno una portata limitata", ha aggiunto Parisi -. "Il vostro compito storico - ha affermato rivolgendosi ai parlamentari - è di aiutare l'umanità a passare per una strada piena di pericoli".

"Deve essere chiaro a tutti che la correttezza dei modelli del clima è stata verificata confrontando le previsioni di questi modelli con il passato", ha proseguito il Nobel della Fisica. "Se la temperatura aumenta più di 2 gradi entriamo in una terra incognita in cui ci possono essere anche altri fenomeni che non abbiamo previsto e che possono peggiorare enormemente le situazione", mentre "il limite inferiore dei 2 gradi è qualcosa sul quale possiamo essere abbastanza sicuri, è molto più difficile capire quale sia lo scenario più pessimistico: potrebbe essere molto ma molto peggiore di quello che noi immaginiamo".

Infine Parisi ha sottolineato la necessità di dare ai bambini "un'educazione scientifica a partire dalla scuola materna. Ma per prima cosa devono imparare il metodo scientifico, a dedurre dalla propria esperienza". "L'educazione scientifica - ha osservato - è un processo naturale portato avanti spontaneamente dall'individuo umano, e si non acquisisce ascoltando le parole, ma attraverso le esperienze sull'ambiente in modo di arrivare alla chiarezza di visione necessaria per dirigere e modellare il futuro della società umana. Ma spesso non si insegna in questo modo".

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