Il fossile del più antico predatore

Parente di coralli e meduse, è vissuto 560 milioni di anni fa

Redazione ANSA

Scoperto il fossile del più antico animale predatore conosciuto finora: vissuto 560 milioni di anni fa, era un lontano parente di coralli e meduse, aveva una lunghezza di circa 20 centimetri e per il suo particolare aspetto simile a una torcia accesa è stato chiamato Auroralumina attenboroughii ('Auroralumina' in latino significa 'lanterna dell'alba', mentre 'attenboroughii' è una dedica al naturalista e divulgatore britannico David Attenborough). Il suo identikit è pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution.

Il fossile è stato rinvenuto nella foresta di Charnwood, vicino a Leicester, e per la sua singolare forma ha subito colpito i ricercatori della British Geological Society. ""Non assomiglia a nient'altro che abbiamo trovato nei record fossili risalenti a quel periodo", afferma il paleontologo Frankie Dunn del Museo di storia naturale dell'Università di Oxford. "La maggior parte degli altri fossili ha una struttura corporea ormai estinta e non è chiaro come sia collegato agli animali viventi. Questo invece ha chiaramente uno scheletro, con tentacoli fitti che agitava nell'acqua per catturare il cibo di passaggio, proprio come fanno ancora oggi i coralli e gli anemoni di mare".

 

ll fossile del più antico animale predatore finora noto e a destra la ricostruzione artistica (fonte: S. Harris, R. Kendall - BGS UKRI 2021)

"È la prima creatura dotata di scheletro che conosciamo", sottolinea Dunn. "Finora ne abbiamo trovato solo un esemplare, ma è estremamente eccitante sapere che devono essercene altri là fuori, che detengono la chiave di quando è iniziata la vita complessa sulla Terra".

Le dimensioni relativamente grandi di Auroralumina attenboroughii (rispetto a quelle di altri suoi parenti noti) lasciano supporre che il ciclo vitale dell'animale fosse privo dello stadio di medusa, in grado di nuotare liberamente. L'antico predatore poteva dunque essere un animale sessile, sempre fermo sul substrato dove cresce, proprio come i moderni anemoni di mare.

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