Le nanotecnologie non sostituiranno i materiali comuni

Lazzarino, ma saranno cruciali per l'innovazione

Redazione ANSA

 "Non dobbiamo puntare a utilizzare le nanotecnologie per sostituire i materiali comuni": ne è convinto Marco Lazzarino, ricercatore dell'Istituto delle Officine dei materiali del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr), che, parlando delle possibili applicazioni di questo settore ha portato ad esempio il grafene: "ha proprietà eccezionali in termini di resistenza meccanica, conducibilità elettrica e termica, però ha un costo estremamente alto. Se noi volessimo farne un chilogrammo dovremmo investire una cifra pari all'intero Pil della Cina".

Secondo Lazzarino "non possiamo utilizzare il grafene o le nanotecnologie per sostituire i materiali esistenti come cemento o acciaio, però possiamo utilizzarlo per sfruttarne le incredibili proprietà" che emergono quando un materiale riduce le proprie dimensioni ad alcune decine di nanometri. "In questo modo, tramite le nanotecnologie, sono stati realizzati già computer più veloci, sistemi diagnostici che sono in grado di effettuare contemporaneamente diagnosi o terapia. Poi sono stati sviluppati sistemi catalitici più efficienti, filtri per luce e acqua che utilizzano nanopori oppure sensori chimici sensibili anche alla presenza di una singola molecola che possono essere utilizzati sia negli aeroporti, per la sicurezza, ma anche per diagnosticare l'insorgenza di malattie come il tumore analizzando la composizione del fiato".

In generale, ha concluso Lazzarino, "le nanotecnologie non sono ancora tra noi ma quando arriveranno in dose massiccia non le vedremo più perché nel frattempo l'attenzione mediatica sarà spostata su nuove emergenti tecnologie. In questo momento le nanotecnologie hanno smesso di essere emergenti e stanno cominciando a entrare nella vita di tutti i giorni ma ci vorrà ancora qualche anno perché noi possiamo apprezzarne l'impatto".

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