Covid: Sebastiani (Cnr), ingressi terapie intensive in calo

Positivi in crescita esponenziale in Puglia e Marche

Redazione ANSA

La curva degli ingressi giornalieri in terapia intensiva è in una fase di debole discesa. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'M.Picone', del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
"La curva del valore medio degli ingressi giornalieri in terapia intensiva ha raggiunto un massimo l'11 gennaio circa e ora è in una fase iniziale di, seppur debole, discesa: probabilmente - spiega il matematico - questo è legato al considerevole aumento della prevalenza della variante Omicron, che induce una sintomatologia diversa dalla Delta con un minor interessamento dei polmoni e una minore frequenza di insorgenza di polmonite".

A livello nazionale, da circa sette giorni, "si osserva una brusca e significativa diminuzione del tasso di crescita della curva di occupazione dei reparti terapia intensiva e un analogo cambiamento, ma molto meno marcato, si osserva per i reparti ordinari". A livello regionale, la curva delle terapie intensive ha smesso di crescere ed è in stasi per Abruzzo, Basilicata, provincia di Bolzano, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana e Valle d'Aosta, mentre si registra un trend in discesa per Marche, Umbria, Veneto e provincia di Trento.
Gli ultimi dati "confermano la frenata della discesa della percentuale dei positivi ai test molecolari a livello nazionale", sottolinea l'esperto. Inoltre resta alta l'attenzione su Marche e Puglia, dove i positivi "sono in crescita esponenziale con tempi di raddoppio degli incrementi inferiori ai 5 giorni, probabilmente per la diffusione della Omicron".

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