Ecco 216-Cleopatra, l’asteroide a forma di osso

Ricostruito in 3D grazie alle immagini del telescopio Vlt

Redazione ANSA

Somiglia a un enorme osso di cane, è lungo 270 chilometri ed è accompagnato da due piccole lune: è l’asteroide 216-Cleopatra i cui dettagli sono stati osservati per la prima volta grazie al Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). Una serie di studi pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics dall’Istituto Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) e dall’Università di Praga hanno permesso di ricostruirne anche la struttura 3D.


Una sequenza di immagini di 216-Cleopatra, l’asteroide a forma di osso (fonte: ESO/Vernazza, Marchis et al./MISTRAL, ONERA/CNRS)

"Cleopatra è un oggetto davvero unico nel nostro sistema solare", ha detto Franck Marchis, del Seti. A renderlo particolare è soprattutto la sua forma, simile a quella di un osso di cane, e le sue piccole lune che osservate in dettaglio hanno permesso di scoprire tantissimi dettagli inediti su questo asteroide. 216-Cleopatra, scoperto già nel 1880, orbita attorno al Sole nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove ed è formato da due grandi lobi uniti tra loro da uno spesso collo e accompagnato da due piccole lune chiamate AlexHelios e CleoSelene, in onore dei figli della regina egizia.


L'asteroide 216-Cleopatra con le sue due lune (fonte: ESO/Vernazza, Marchis et al./MISTRAL, ONERA/CNRS)

Analizzandolo nel corso di anni gli astronomi hanno potuto osservarlo da più punti di vista, l’intero blocco è infatti in rotazione, e misurando il tempo impiegato dalle lune per compiere orbite complete ne hanno potuto determinare la massa. Ne è emerso che l’asteroide è in realtà molto meno denso del previsto e dedotto che l’intero oggetto sia in realtà una sorta di ‘cumulo’ di sassi di vario tipo e densità trattenuti tra loro dalla forza di gravità.

L'asteroide inoltra ruota vicino a quella che viene definita velocità critica, la velocità al di sopra della quale inizierebbe a sfaldarsi, e anche piccoli impatti potrebbero sollevare sassi dalla sua superficie. Probabilmente le due lune sono in realtà due ‘sassi’ sfuggiti via proprio in questo modo.

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