Laboratori saturi, verso nuovi test rapidi per la diagnosi di Covid

Broccolo, ora antigenici più affidabili. Il Friuli punta sui salivari

Enrica Battifoglia

Il rapporto fra il numero dei casi positivi rilevati e quello dei tamponi eseguiti ha dimostrato che il tracciamento è ormai impossibile, i laboratori pubblici e privati hanno raggiunto il massimo delle loro capacità ed è esploso il fenomeno della corsa ai test antigenici rapidi, che però hanno una scarsa accuratezza. Si guarda allora alla nuova generazione di test rapidi e più affidabili, che in Italia si cominciano a sperimentare in Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, mentre il Friuli punta su un nuovo tipo di test salivare.

"La potenza di fuoco dei test molecolari si è fermata intorno a una media di 200.000, su valori compresi fra 180.000 e 230.000", osserva il virologo Francesco Broccolo, dell'Università Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano. Sono pochi, rispetto a quelli che vengono fatti in altri Paesi, come la Germania, ma è ormai il massimo di quanto si riesce a fare in Italia. I tempi lunghi sono un altro problema: "facendo una media nazionale i tempi di refertazione possono andare da 48 a 72 ore. Vale a dire che sono tempi al di fuori da ogni logica di monitoraggio per il contact tracing : si perde completamente la capacità di isolare immediatamente i soggetti infetti".

Ecco allora il ricorso sempre maggiore ai test antigenici rapidi, che nel materiale biologico prelevato con il tampone non cerca il materiale genetico del virus, come fa in laboratorio l'analisi molecolare, ma le proteine che si trovano sulla superficie del virus, chiamate antigeni. "La loro forza è nel costo, basso, e nel tempo di esecuzione rapido, poco più di dieci minuti", rileva il virologo.

Sono, spiega, "test Immunocromatografici a immunodiffusione laterale, simili a quelli di gravidanza, sono semplici, non necessitano di un lettore e il risultato è disponibile in circa 12 minuti". Il problema, prosegue, è che "questi test antigenici rapidi sono mille volte meno sensibili rispetto a test molecolare di laboratorio: danno molti falsi negativi, il che implica che un risultato negativo non esclude un'infezione, e non riescono a rilevare il virus nei tamponi che hanno una carica virale inferiore a un milione".

Davanti a questa situazione diventa importante cercare delle alternative. Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna hanno cominciato a farlo con una nuova generazione di test antigenici rapidi. "Sono ancora poco noti e vengono confusi con i test rapidi tradizionali. Sono test antigenici di terza generazione, basati - spiega l'esperto - sul metodo della microfluidica e richiedono l'uso di lettore a fluorescenza. Danno il risultato in 12 minuti e sono estremamente sensibili, quasi come un test molecolare". Nelle quattro regioni che hanno cominciato a utilizzarli sono disponibili in ospedali e pronto soccorso.

Il Friuli Venezia Giulia si sta invece orientando verso un test salivare che possa sostituire il tradizionale tampone, come ha annunciato il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. "Arrivano ottime notizie da Udine: è già stato testato - ha detto - un nuovo modo per effettuare il prelievo di campioni per effettuare i test del Rna. Un'azienda friulana ha portato avanti questa iniziativa testata dal laboratorio dell'Azienda sanitaria universitaria ospedaliera del Friuli centrale (Asufc) attraverso il quale sarà possibile testare tramite la saliva e non più il tampone". Per Fedrig "il dato eclatante è che, su 25 soggetti asintomatici, il test salivare è risultato il 10% più sensibile del tampone".

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