Covid, dati in rapido peggioramento

Lo indica il rapporto fra casi positivi e tamponi

(di Enrica Battifoglia)

Su tutti i fronti i dati epidemiologici relativi ai casi di Covi-19 indicano una "situazione in rapido peggioramento". Gli esperti non hanno ormai dubbi in proposito e i numeri sono molto chiari, primo fra tutti il rapporto fra i casi positivi e i tamponi, che soltanto l'8 ottobre aveva superato il valore-soglia del 3% e che ora è oltre il 5%. Questo significa che, pur facendo una buona quantità di tamponi, sempre più persone positive continuano a sfuggire.

 

"E' un indice del fatto che la situazione sta peggiorando rapidamente", ha detto all'ANSA il fisico Giorgio Sestili, fondatore e fra i curatori della pagina Facebook "Dati e analisi scientifiche". Basta considerare i dati degli ultimi sei giorni: "Solo giovedì 8 ottobre il rapporto era del 3,5% e il 9 era salito al 4,1, al 4,3% il 10 ottobre e da domenica 11 ha superato il 5%. In Italia non accadeva dal 27 aprile", ha osservato Sestili. In particolare l'11 ottobre il rapporto fra casi positivi e tamponi è stato del 5,2%, del 5,4% il 12 e del 5,3% il 13 ottobre. I 122.544 tamponi registrati in quest'ultima giornata segnano un aumento rispetto a quelli del giorno precedente, ma sono "al di sotto del picco di 133.000 della scorsa settimana". Accanto a questi numeri preoccupano gli esperti anche quelli dei ricoveri, soprattutto nelle unità di terapia intensiva: i 62 del 13 ottobre segnano quasi un raddoppio rispetto ai 32 del giorno precedente. Aumenta anche il numero dei deceduti, salito in 24 ore da 30 a 41.

 

"Si conferma - ha rilevato Sestili - una situazione in forte peggioramento", che si spiega con la regolarità con cui, a distanza di circa dieci giorni, l'aumento dei casi positivi viene rispecchiato da ricoveri in terapia intensiva e decessi. Il balzo appena registrato dei ricoveri in terapia intensiva è quindi un effetto del salto che da 2.500 casi in poco tempo ci ha portato a 5.000". Un'impennata che non ha avuto un particolare detonatore, ma che si spiega con molte cause e in generale con la ripresa di attività lavorativa e scuole, che hanno portato a servirsi di più dei mezzi pubblici, e poi la movida e un rilassamento delle regole di prevenzione. E' dello stesso avviso il fisico Enzo Marinari, dell'Università Sapienza di Roma, per il quale "la salita dei casi positivi stava implicando una crescita del serbatoio di persone che avrebbero avuto problemi": è un fenomeno che le curve epidemiche mostrano con chiarezza. "Il problema - ha aggiunto - è che ora la malattia sta cominciando ad arrivare alle categorie più fragili. E' un momento difficile", del quale il rapporto fra casi positivi e tamponi è un segnale. Basti guardare a quanto accade in altri Paesi europei, dove il rapporto è ormai salito moltissimo: "Vuol dire che ormai il contact tracing non sta funzionando più e che il numero dei positivi è sottostimato". Preoccupa anche il fatto che "al Sud l'epidemia sta arrivando adesso". Per Marinari "è urgente studiare molto bene la situazione e trovare gli interventi giusti da fare, senza distruggere la produzione e senza chiudere le scuole, Quella dei mezzi pubblici, per esempio, è una situazione molto difficile, sulla quale ragionare introducendo delle limitazioni".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA