La carica dei vaccini anti Covid, sfida Usa-Russia

Accordi sulle dosi. Esperti invitano a superare i nazionalismi

Redazione ANSA

Ancora dati positivi e nuovi accordi per la produzione: la carica dei vaccini anti Covid-19 si arricchisce di nuovi risultati e dagli Stati Uniti alla Russia incalzano le notizie sui nuovi passi della ricerca, così come sul fronte degli accordi commerciali per la produzione delle straordinarie quantità di dosi che al momento si prevede serviranno per sconfiggere la pandemia. Attenzione, però, ai nazionalismi, avvertono gli esperti dal sito della rivista Science, perché il vaccino dovrà essere a disposizione di tutto il mondo.

Sono complessivamente 164 i candidati vaccini allo studio, secondo la lista aggiornata dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms); di questi 25 si stanno sperimentando sull'uomo, cinque dei quali su un grandissimo numero di persone in quanto sono ormai giunti alla fase 3 dei test, la più avanzata. L'importante non è arrivare primi, ma arrivare presto", ha osservato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi.

I dati pubblicati finora impongono la cautela perché riguardano comunque le prime fasi dei test, come nel caso del vaccino nato dalla collaborazione fra l'azienda americana Moderna con l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (Niaid) degli Stati Uniti. I risultati pubblicati sul New England Journal of Medicine indicano che nella fase preclinica, condotta cioè sugli animali, il candidato vaccino ha indotto nei macachi la produzione di anticorpi neutralizzanti, ossia che impediscono al virus di agganciarsi alle cellule per invaderle. E' stata osservata inoltre la capacità del vaccino di proteggere le vie respiratorie e di evitare lesioni ai polmoni Nel frattempo si pensa alla produzione e, soprattutto, ad assicurarsi una quantità di dosi sufficiente per la popolazione.

Così il governo britannico ha firmato con il gruppo farmaceutico francese Sanofi e quello britannico GlaxoSmithKline (Gsk) per la fornitura di 60 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19. Per la Gran Bretagna è il quarto accordo del genere dopo quelli con AstraZeneca, Valneva e BioNTech/Pfizer, che ha permesso al governo britannico di assicurarsi complessivamente 250 milioni di dosi.

Si muove a grandi passi anche la Russia, dove il vaccino cui sta lavorando l'istituto nazionale di ricerca Gamaleya è stato inviato al ministero della Salute per la valutazione degli esperti e ci si aspetta che la sua registrazione avvenga tra il 10 e il 12 agosto, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa russa Interfax. Fonti della Cnn ritengono che la Russia punti a ottenere l'approvazione del vaccino il 10 agosto in modo da essere il primo Paese al mondo a compiere questo passo, "nonostante - ha rilevato la Cnn - le preoccupazioni sulla sua sicurezza ed efficacia", considerando che il candidato vaccino deve ancora concludere la seconda fase dei test clinici il 3 agosto e quindi iniziare la terza fase. Su questo scenario si impone il monito dei ricercatori, pubblicato da Science, contro i 'nazionalismi dei vaccini', che potrebbero minacciarne una distribuzione equa e globale, soprattutto nei Paesi in cui potrebbe essere più necessario.

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