Coronavirus, i modelli per prevedere l'epidemia

E' pubblicato online il primo interattivo, aiuterà la ricerca

Redazione ANSA

Capire come si evolverà l'epidemia di coronavirus 2019-nCoV è la nuova grande scommessa: i modelli si moltiplicano, ma nessuno finora è davvero attendibile perché mancano dati certi, di importanza cruciale, come quelli relativi al tasso di mortalità e di trasmissione.

Il punto di riferimento è il modello elaborato dall'Imperiale College di Londra e su questa base Ashleigh Tuite e David Fisma, dell'Università di Toronto, hanno elaborato un modello interattivo, pubblicandolo online e mettendolo a disposizione di tutti, anche su Twitter. L'hanno fatto "per condividere tutti i dati pubblicamente disponibili", ha scritto Tuite in un tweet.

Accedendo al modello interattivo, che i due ricercatori hanno annunciato e descritto anche nella rete della Società internazionale per lo studio delle malattie infettive, è possibile modificare i valori iniziali, come quelli relativi al tasso di contagio, per vedere in che modo potrebbe evolvere l'epidemia e poter prevedere se il picco potrebbe avvicinarsi e quando la curva dei nuovi casi potrebbe cominciare a decrescere.

Non si tratta, quindi di un modello strettamente scientifico: non giunge a conclusioni e non pretende di dimostrare nulla, ma è uno strumento in più a disposizione della comunità scientifica per capire come le variazioni di parametri fondamentali potranno incidere sull'andamento dei casi. Potrà essere, per esempio, uno strumento utile per verificare se stanno funzionando le misure di controllo. Al momento la mappa riguarda la provincia più colpita della Cina, quella di Wuhan, ma sarebbe già molto utile poter capire se e quanto le misure di contenimento stanno funzionando. In sostanza, se i casi documentati fossero sovrapponibili a quelli previsti dal modello, questo significherebbe che la capacità di diagnosticare i casi è molto elevata.

Un'altra buona notizia che il modello potrebbe dare riguarda il tasso di diffusione, attualmente stimato attorno a 2 (ogni persona con il virus può cioè potenzialmente trasmetterlo ad altri due individui). Se questo numero dovesse scendere a 1,5 si assisterebbe a un grafico molto diverso da quello attuale e l'obiettivo è scendere al di sotto di 1: questo significherebbe finalmente che l'epidemia va a spegnersi.

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