/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

In Norvegia il più grande giacimento di terre rare d'Europa

In Norvegia il più grande giacimento di terre rare d'Europa

Contiene materiali essenziali per la transizione verde

06 giugno 2024, 19:33

di Elisa Buson

ANSACheck
In Norvegia il più grande giacimento di terre rare in Europa (fonte: weisschr, iStock) - RIPRODUZIONE RISERVATA

In Norvegia il più grande giacimento di terre rare in Europa (fonte: weisschr, iStock) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Si trova in Norvegia il più grande giacimento di terre rare d'Europa, un vero tesoro di elementi fondamentali per produrre le tecnologie necessarie alla transizione verde e digitale: situato nel sud-est del Paese, il deposito di Fensfeltet sembra contenere 8,8 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare totali (Treo), molto più del giacimento di Kiruna, in Svezia, che si suppone contenga tra 1 e 2 milioni di tonnellate. A indicarlo sono le stime elaborate dopo tre anni di trivellazioni e analisi dal gruppo minerario norvegese Rare Earths Norway (Ren), in collaborazione con la società di consulenza canadese Wsp.

Questo nuovo tesoro naturale promette dunque di ridurre la dipendenza dell'Europa dalla Cina, da cui oggi arriva il 98% delle terre rare importate. Il giacimento di Fensfeltet potrebbe iniziare a essere sfruttato nel 2030 con un investimento iniziale di 10 miliardi di corone norvegesi (pari a circa 870 milioni di euro) per sviluppare la prima fase estrattiva, in modo che la Rare Earths Norway possa coprire il 10% della domanda di terre rare in linea con gli obiettivi europei indicati dal regolamento sulle materie prime critiche (Critical Raw Materials Act).

Le aspettative sono alte, se si considera che attualmente in Europa non si estraggono terre rare e che questi materiali potrebbero presto diventare più importanti del petrolio e del gas, come affermato qualche anno fa dalla stessa presidente della Commissione europea Ursula von der Layen.

Il giacimento norvegese è di particolare interesse per la presenza di 1,5 milioni di tonnellate di terre rare (neodimio e praseodimio) per la produzione di magneti usati nei veicoli elettrici e nelle turbine eoliche. "L'Unione europea considera questi metalli come le materie prime più critiche quando si considera il rischio di approvvigionamento", sottolinea la compagnia Rare Earths Norway. Anche per questo "la stima sottolinea il potenziale del giacimento come risorsa realmente trasformativa in grado di sostenere una catena del valore sicura delle terre rare per l'Europa".

La valutazione attuale del giacimento di Fensfeltet fornisce una stima delle risorse minerarie fino a 468 metri sotto il livello del mare, ma ulteriori perforazioni sembrano suggerire la presenza di mineralizzazione anche a maggiori profondità (fino a 1.000 metri sotto il livello del mare). Ci si aspettano dunque nuove sorprese da questo sito (noto come 'Fen Carbonatite Complex') che deriva da un antico condotto vulcanico formato 580 milioni di anni fa da un flusso di magma ricco di carbonato.

Nel corso dei prossimi mesi verranno condotte ulteriori perforazioni e si valuterà meglio la fattibilità economica del progetto, con risultati che verranno comunicati entro il 2024. Il gruppo minerario norvegese sta già lavorando con diversi partner per operare sul giacimento con tecnologie che permettano di minimizzare l'impatto ambientale delle attività estrattive.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza