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Enpa,dubbi su allarmi predazioni lupi in allevamenti Toscana

Enpa,dubbi su allarmi predazioni lupi in allevamenti Toscana

(v. 'Lupi uccidono cane...' delle 13.15 circa)

FIRENZE, 02 febbraio 2023, 17:39

Redazione ANSA

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L'Enpa, l'Ente nazionale per la Protezione degli animali, nutre "dubbi sulla verifica delle predazioni denunciate dagli allevatori in Toscana" e sui relativi allarmi e invita "la Regione fornisca chiarimenti sulle procedure osservate.

"Apprendiamo con estrema tristezza che un cane sarebbe morto per salvare un gregge dalla presunta predazione di un lupo - scrive in relazione a un attacco a Pontassieve (Firenze) - Tuttavia ci chiediamo sulla base di quali dati, oggettivi e verificati, venga lanciato questo ennesimo allarme".

Enpa spiega che "per attribuire una predazione a un lupo non basta la semplice lettera inviata da un allevatore a un sindaco, ma è necessaria una meticolosa e tempestiva verifica da parte di personale veterinario specializzato, ed è anche richiesta un'analisi genetica sui campioni biologici prelevati in loco.

Vorremmo sapere se tali verifiche, in questo come negli altri casi simili, siano effettivamente eseguite e secondo quali modalità».

Sulla vicenda di Pontassieve l''Enpa parla di "presunto atto predatorio denunciato - per l'appunto via lettera - dal titolare di un'azienda agricola al sindaco", "come si legge in un recente rapporto dell'Ispra - per tutti gli eventi di predazione denunciati dagli agricoltori dal 2015 al 2019 (in media 500 l'anno), le autorità amministrative della Toscana non sono state in grado di identificare con precisione la specie che li avrebbe compiuti. Una circostanza, questa, che secondo l'associazione getta più di un'ombra sull'efficacia e sulla validità dei controlli eseguiti sulle denunce degli allevatori".

"Parlare di un'emergenza lupi, di un allarme "meticci ibridi" o, più in generale, di un pericolo selvatici, come fanno alcune associazioni di categoria terrorizzando la popolazione è assolutamente fuorviante e contrario alla realtà. Sempre l'Ispra 'certifica' che nel quinquennio 2015-2019 non solo non si è verificata alcuna impennata nelle predazioni ma gli indennizzi corrisposti sono calati in misura assai significativa, passando da 921 mila a 363 mila euro".

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