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I dati Covid in Italia: 120.683 casi e 176 morti.

Mai così tante vittime in un solo giorno dai primi di marzo. Agenas: 'sale l'occupazione nelle terapie intensive e nei reparti

Redazione ANSA ROMA

Sono 120.683 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano stati 31.205. Le vittime sono invece 176: è il dato più alto dall'8 marzo scorso. Il tasso è al 23,2%, sostanzialmente stabile, e sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 519.284 tamponi. Sono invece 413 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 4 meno di ieri. Gli ingressi giornalieri sono 50. I ricoverati nei reparti ordinari sono 10.975, rispetto a ieri 127 in più. Gli italiani positivi al Coronavirus sono attualmente 1.452.941, rispetto a ieri 1.454 in meno. In totale sono 20.299.013 i contagiati dall'inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 170.213. I dimessi e i guariti sono 18.675.859 con un incremento di 122.381.

AGENAS, SALE L'OCCUPAZIONE NELLE INTENSIVE E NEI REPARTI 

La percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area non critica occupati da pazienti con Covid-19 sale di un punto percentuale nell'arco di 24 ore in Italia, raggiungendo il 17%. Ad aumentare di un punto è anche la percentuale di terapie intensive occupate da pazienti Covid, che sale al 5%. Ѐ quanto emerge dai dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 18 luglio, pubblicati oggi. Entrambi i valori erano al 2% esattamente un anno fa.

La percentuale di posti nei reparti di area medica (o non critica) occupati da pazienti Covid nell'arco di 24 ore cresce in 9 regioni: Abruzzo (al 20%), Calabria (34%), Campania (19%), Emilia Romagna (18%), Friuli Venezia Giulia (23%), Marche (20%), Piemonte (9%), Umbria (43%) e Valle d'Aosta (32%). Cala in Basilicata (26%). Lo indicano i dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) del 18 luglio, pubblicati oggi. La percentuale dei posti in reparto occupati da pazienti Covid è stabile in 11 regioni: Lazio (16%), Liguria (25%), Lombardia (15%), Molise (11%), Pa Bolzano (20%), Pa Trento (18%), Puglia (19%), Sardegna (11%), Sicilia (28%), Toscana (15%) e Veneto (12%). In 7 regioni il valore supera il 20%: Umbria (43%), Calabria (34%), Valle d'Aosta (32%), Sicilia (28%), Basilicata (26%), Liguria (25%) e Friuli Venezia Giulia (23%).

L'occupazione dei posti nelle terapie intensive da parte di pazienti con Covid-19 cresce in 5 regioni ma nessuna supera la soglia del 10%: Abruzzo (al 3%), Campania (7%), Emilia Romagna (6%), Pa Trento (3%) e Toscana (6%). Cala in 3 regioni: Calabria (8%), Marche (4%), Umbria (9%). E' stabile in 11 regioni o province autonome: Friuli Venezia Giulia (3%), Lazio (8%), Liguria (6%), Lombardia (2%), Molise (5%), Pa Bolzano (3%), Piemonte (2%), Puglia (4%), Sardegna (5%), Sicilia (6%) e Veneto (3%). In Basilicata (0%) e Valle d'Aosta (0%), la variazione non e' disponibile.

REZZA: 'HO FATTO LA QUARTA DOSE DI VACCINO' 

Ieri "ho fatto la quarta dose di vaccino Covid. Penso che possiamo cominciare a rivaccinarci adesso. Nel mio caso l'ultima vaccinazione contro il Covid l'avevo fatta ad ottobre, era 'scaduto' il tagliando. Spesso viene tirata fuori la storia di attendere il freddo, l'autunno, ma pensiamo ad adesso: fa molto caldo da un mese a questa parte e di casi sembra che ne abbiamo avuti tanti". Lo dice Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute, intervenendo agli Stati generali della Long-term care. "Questo vaccino - aggiunge -protegge dalla malattia grave. È quello che ci interessa, tenere bassa la congestione delle strutture ospedaliere'.

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