L'insulina ha 100 anni, la molecola dei record

Più sicura e tecnologica ma non accessibile a tutti

Redazione ANSA ROMA

Sono 100 le candeline che spegne l'insulina, l'ormone che serve a regolare lo zucchero nel sangue e che viene usato per curare il diabete: l'insulina è una proteina da record, ha salvato un numero incalcolabile di vite, è stata anche la prima molecola ad essere sequenziata (tracciata la sequenza degli amminoacidi che la compongono), la prima ad essere prodotta da 'fabbriche di batteri' con le tecniche dell'ingegneria genetica. Grazie all'insulina i diabetici di tipo 1 che prima avevano una aspettativa di vita di 10, massimo 20 anni, oggi possono godere di una vita lunga e in salute.

La scoperta dell'insulina ha rivoluzionato la gestione dei pazienti con diabete di tipo 1 (insulino-dipendente, una malattia autoimmune in cui viene distrutta la porzione di pancreas che produce insulina). La rivista Nature ha dedicato lo speciale "Nature Milestones in Diabetes", per ripercorrere tutti i passaggi chiave dalla scoperta dell'insulina ad oggi, pietre miliari come la realizzazione di prototipi di pancreas artificiali, infusori di insulina al bisogno gestiti oggi dall'intelligenza artificiale.

In occasione dell'anniversario Eli Lilly and Company lancia oggi in tutto il mondo il Leonard Award, un premio per chi si è dedicato a migliorare la gestione del diabete attraverso pensieri e approcci innovativi. Grazie al premio Lilly donerà 100.000 dollari a Life for a Child, organizzazione no-profit che fornisce l'accesso alle cure, all'istruzione e alle medicine e forniture salvavita a bambini e giovani con diabete di tipo 1 nei Paesi con meno risorse.

La scoperta dell'insulina si deve a Frederick Banting, Charles Best, James Bertram Collip and John Macleod, autori anche dei primi esperimenti sulla somministrazione della molecola ai pazienti; si tratta di passaggi chiave che hanno cambiato il destino dei pazienti consentendo loro di avere una vita lunga e in salute. E' a partire da giugno 1921 che si svolgevano nel laboratorio di Toronto dei 4 scienziati i primi esperimenti sui cani: gli animali venivano privati del pancreas, resi diabetici e poi trattati con estratto di pancreas per vedere se la terapia riusciva a regolarizzare la glicemia degli animali. Gli esperimenti sono andati avanti a lungo fino ad arrivare al 1922 con le prime somministrazioni ai pazienti. "Si è passati dalla 'spremitura' di pancreas, da cui questo ormone era inizialmente estratto, alle insuline animali, per giungere dopo circa 60 anni a insuline innovative da DNA ricombinante ed alle insuline biosimilari - dichiara Paolo Pozzilli, direttore dell'Unita Operativa Complessa di Endocrinologia e Diabetologia al Campus Bio-Medico di Roma. Senza questo ormone i pazienti con diabete 1 non avrebbero potuto sopravvivere alla malattia, ed è di ausilio anche nel 10-25% dei pazienti con diabete di tipo 2. Non solo: nel corso degli anni, e più di recente, sono state messe a punto insuline con diversa durata di azione, da formulazioni con effetto quasi immediato a quelle di media-lunga durata in grado di non impattare sul rischio cardiovascolare dei pazienti. Infine le penne per la somministrazione di insulina sono oggi molto sicure ed in grado ridurre fortemente il pericolo di ipoglicemie".

"Cento anni fa un bimbo con diabete aveva un'aspettativa di vita di dieci, vent'anni, mentre oggi può avere una vita normale e lunga grazie all'insulina, un farmaco che si è continuamente innovato nel tempo" spiega Claudio Maffeis, presidente SIEDP, Società italiana endocrinologia e diabetologia pediatrica.

Comunque, si legge sullo speciale di Nature, gli alti costi degli analoghi dell'insulina e la scarsità di forme di insulina umana più a buon mercato, insieme con altre barriere all'accesso alle terapie come i problemi di conservazione hanno gravi ripercussioni su molti pazienti. Queste disuguaglianze devono essere urgentemente abbattute, in particolare nei paesi a basso e medio reddito.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA