Covid: Pfizer, a breve conservazione a 2-8 gradi per il vaccino

'Nessun problema dall' intervallo lungo tra le dosi'

Redazione ANSA ROMA

Fino a questo momento chi ha usato un intervallo tra le dosi del vaccino Pfizer più lungo, come quello proposto dalle autorità italiane, "non ha registrato nessun problema". Lo ha dichiarato Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia, a RaiNews24, secondo cui una eventuale modifica non dovrebbe minare la fiducia nell'immunizzazione. "La sfiducia non vedo perché si dovrebbe alimentare, se un vaccino funziona, e sembrerebbe che le campagne vaccinali stiano funzionando, non vedo perché una decisione volta a migliorare ulteriormente la copertura possa creare un senso di sfiducia - ha precisato -. Non abbiamo dati ma finora chi ha utilizzato un regime di somministrazione analogo a quello suggerito non ha registrato nessun problema. I test clinici, ha ricordato Marino, sono stati condotti con un richiamo a 21 giorni. "Sull'allungamento dei tempi della somministrazione dal punto di vista della risposta immunitaria come ho gia' ribadito non ci sono dati".

A breve potrebbe cambiare la modalità di conservazione del vaccino Pfizer, che una volta scongelato potrebbe essere tenuto in un normale frigo per un mese, ha spiegato Marino. "Stiamo lavorando a formulazioni più maneggevoli abbiamo sottomesso ad Ema la possibilità di conservare il vaccino tra 2 e 8 gradi per un mese una volta uscito dal box di conservazione in cui è trasportato". In autunno, ha aggiunto Marino, potrebbero arrivare i dati sulla fascia di età 12-15 anni. "I dati sono molto promettenti, con efficacia del 100%, e una copertura superiore alle fasce più alte".

"Premesso che la scelta evidentemente spetta alla politica e, premesso che anche i numeri che avremo nella giornata di venerdì certamente serviranno per prendere decisioni compiute, credo che ci sia il margine per uno slittamento dell'orario di restrizione dei movimenti più in là. Poi se saranno le 23 o le 24 è scelta che spetta al governo". Lo ha spiegato Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ad Agorà, su Rai Tre, in merito alla riduzione dell'orario del coprifuoco.

Rispetto all'uso delle mascherine, ha precisato, "meglio continuare a metterle per ora, poi quando arriverà il momento ci emanciperemo anche dalle mascherine". Mentre, ha concluso Locatelli, "potremo tornare a abbracciarci quando avremo percentuali più alte di vaccinati, fino a oggi il 28% della popolazione italiana ha ricevuto almeno una dose, e quando avremo una circolazione più ridotta del virus".

"Da medico le rispondo in maniera molto chiara. L'intervallo tra la prima e la seconda somministrazione prolungato alla sesta settimana, quindi ai 42 giorni, non inficia minimamente l'efficacia dell'immunizzazione e ci permette di somministrare molte più dosi di vaccino". Queste le parole di Franco Locatelli, in merito allo slittamento a 42 giorni della somministrazione tra la prima e la seconda dose del vaccino Pfizer.

"E' indubitabile che la fascia pediatrica è stata risparmiata da casi gravi o fatali di Covid-19, ma qualche caso c' è stato e per una famiglia conta quel caso. Questo è già un motivo per vaccinare anche i giovani. Ma è chiaro che vaccinando anche l'età adolescenziale e in futuro quella pediatrica si ridurrà ulteriormente la circolazione virale. E questa è un'altra ragione per favorire la diffusione di una campagna di vaccinazione anche sotto i 18 anni di età o sotto i 16, come avviene con Pfizer", ha detto inoltre Locatelli sulla vaccinazione dei minori di 18 anni.

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