Tamponi e rose, le famiglie davanti alle Rsa per riaprire

Costa, forse prossima settimana. Geriatri, solo in sicurezza

(di Silvana Logozzo) ROMA

I familiari degli anziani ospiti delle Rsa premono, vogliono rivedere al più presto i loro cari. Genitori e nonni confinati da un anno nelle strutture che sulle visite procedono in autonomia, in assenza di un'ordinanza nazionale attesa a giorni. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa la definisce una "scelta di umanità" e auspica che già dalla prossima settimana si possa tornare a far visita ai propri anziani. Fermo

Intanto i comitati Open Rsa Now e Rsa Aperte si sono organizzati a modo loro. "Il 9 maggio, per la Festa della Mamma, noi familiari saremo davanti ai cancelli delle residenze assistenziali con 9 rose rosse e tampone negativo per una manifestazione nazionale con cui chiederemo di entrare per incontrare in presenza i nostri cari", annunciano, "chiediamo un confronto urgente con il ministro Speranza per illustrargli la gravità della situazione che stanno vivendo i nostri cari". Il portavoce delle due associazioni denuncia: "È il caos, ogni Regione e ogni struttura, in mancanza dell'ordinanza nazionale, procede in autonomia".

Dal fronte dei medici, Raffaele Antonelli Incalzi, past president della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), avverte: "Gli ospiti delle Rsa sono vaccinati, il rischio di contagio e malattia è fortemente attenuato, ma non escluso. Bisogna tenere conto che si tratta di persone avanti con gli anni e con malattie, quindi fragili, che non devono essere esposte al pericolo". E aggiunge: "Le visite dei familiari sono fondamentali sia per la vita che per la salute, ma è altrettanto fondamentale tenere presente che gli incontri devono avvenire con tutte le protezioni. Dalle mascherine, ai tamponi fatti prima, agli ambienti che devono essere ben ventilati. Insomma bisogna comportarsi come se fossimo davanti a persone ad altissimo rischio".

E sull'argomento anche Costa è tassativo: "i criteri per entrare nelle Rsa saranno tre: dimostrare di aver fatto il vaccino o aver contratto il Covid nei sei mesi precedenti alla visita, oppure fare un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti all'incontro".

Dal canto loro i parenti delle persone ospitate in strutture residenziali che si occupano di assistenza agli anziani e ai disabili fisici e psichici chiedono da settimane la ripresa in presenza delle visite, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari.

A favore di una riapertura in sicurezza si era espresso il ministero delle Salute nei mesi scorsi con due circolari, quasi ovunque disattese. Dopo l'appello al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio, i comitati sono ora pronti a manifestare. E si appellano a Roberto Speranza: "Ministro, scriva il testo e lo promulghi. Domenica 9 maggio alle 9, con o senza l'emanazione di un'ordinanza nazionale, ci presenteremo tutti davanti ai cancelli delle residenze sanitarie assistenziali e delle residenze sanitarie per disabili con il risultato di un tampone antigenico negativo. Se non ci faranno entrare, andremo direttamente a fare denuncia per sequestro di persona presso le forze dell'ordine". Sarà, dicono i comitati, "una manifestazione silenziosa, pacifica e dolorosa. Un solo e unico grande gesto d'amore e di protesta contro questa inaccettabile e barbara inciviltà". (ANSA).
   

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