Gimbe, casi e morti in calo, ma sale la circolazione del virus

Terapie intensive oltre la soglia 30% in 4 regioni

Redazione ANSA ROMA

I numeri dell'epidemia in Italia continuano a calare, anche se si intravedono i segnali precoci di un aumento della circolazione del virus, con un rialzo dei contagi in età scolare. Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, nella settimana tra il 28 aprile e 4 maggio è sceso il numero di nuovi casi (-13,4%), di morti (-19,9%), degli ingressi in terapia intensiva (-11,8%) e ricoveri (-10,5%). Rispetto alla settimana precedente, i nuovi casi sono passati da 90.449 a 78.309, e i decessi da 2.279 a 1.826.

In calo anche i casi attualmente positivi, che rimangono comunque alti (413.889 contro 448.149 della settimana prima ), le persone in isolamento domiciliare (393.290 contro 425.089). Le persone ricoverate con sintomi sono ora 18.176 (contro 20.312) e 2.423 quelle nelle terapie intensive (rispetto a 2.748). "Continua la lenta discesa dei nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - anche se s'intravedono precoci segnali di aumento della circolazione del virus". Lo indica il lieve incremento dell'Rt medio calcolato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), salito a 0,85 nel periodo 7-20 aprile rispetto a 0,81 del periodo 31 marzo-13 aprile, e la risalita dei nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni nella prima metà di aprile, probabilmente per via della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

    "Con il progressivo calo dei nuovi casi - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - continua a ridursi la pressione sugli ospedali, dove le curve dei posti letto occupati in area medica e terapia intensiva continuano a scendere da 4 settimane consecutive". In area medica il picco è stato raggiunto il 6 aprile (29.337), e l'occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid resta sopra la soglia del 40% in Puglia e Calabria. Anche in terapia intensiva il picco è stato raggiunto il 6 aprile (3.743), e la soglia del 30% risulta ancora superata in Lombardia, Marche, Puglia e Toscana. 

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