Covid: Nicoletti, autistici dimenticati per il vaccino

"Non citati fra categorie a rischio, ma contagio è dramma"

Redazione ANSA ROMA

"Io ho 66 anni, ma se mi chiamassero per vaccinarmi, cederei il mio vaccino a mio figlio Tommy. Se si contagia lui, autistico grave con epilessia, questo può equivalere a farlo morire". Non ha dubbi il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, papà di Tommy, ragazzo autistico, e autore di alcuni libri sul tema. Sul blog "Per noi autistici", Nicoletti solleva la questione delle persone con questo disturbo, dimenticate per quanto riguarda la priorità nella somministrazione del vaccino anti-Covid.
    Già 'fantasmi' per la scuola, "che non ha adottato nessuna strategia mirata alla loro condizione", per cui le terapie sono quasi impossibili, gli autistici (secondo quanto denuncia Nicoletti) non vengono citati tra le categorie più a rischio, pur avendone le caratteristiche.
    "Nessuno di noi genitori - spiega il giornalista - sa se ci sia una possibilità che gli autistici possano essere tra i vaccinati. Nella Circolare del Ministero della Salute del 9 febbraio 2021, n. 5079, è elencato quali siano le persone 'estremamente vulnerabili'. Sono indicate varie aree di patologia, tra cui: Condizioni neurologiche e disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica). La parola "autismo" però non appare".
    "Per un ragazzo o un adulto autistico - prosegue Nicoletti - il contagio e la successiva degenza sarebbero un dramma, che questa persona vivrebbe all'ennesima potenza rispetto ad ogni altro suo coetaneo. Non parliamo poi di un'eventuale e malaugurata necessità di un ricovero, o peggio che mai di una terapia intensiva".
   

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