'Oltre le Olimpiadi', in un libro scienza e sport contro i tumori

In 30 anni +130% di pazienti vivi dopo la diagnosi in Italia

Redazione ANSA ROMA

Le storie di 10 atleti olimpici, a cui è stato diagnosticato il cancro e che sono stati in grado di affrontarlo e rialzarsi. Dall'altro lato, a partire dalle Olimpiadi di Barcellona del 1992, l'evoluzione della lotta ai tumori, quadriennio dopo quadriennio, grazie all'innovazione, che ha permesso non solo agli sportivi professionisti ma anche ai cittadini "comuni" di combattere contro la malattia e sconfiggerla. I progressi scientifici possono essere sintetizzati in alcuni dati: le persone vive colpite dal cancro, in Italia, erano meno di un milione e mezzo all'inizio degli anni Novanta e sono 3 milioni e 460mila nel 2019. L'incremento è stato del 130% in trent'anni. Nel nuovo libro promosso da Fondazione Insieme contro il Cancro, "Oltre le Olimpiadi" (di Francesco Cognetti e Mauro Boldrini, Cairo Editore), è forte il parallelismo fra la massima espressione sportiva mondiale e l'impegno quotidiano di clinici e ricercatori, che cercano di conquistare la loro medaglia d'oro contro il tumore.

Il volume è stato presentato a Roma proprio alla vigilia dell'avvio della XXXII Olimpiade di Tokyo, posticipata al 2021 a causa della pandemia. "La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è cresciuta, nel nostro Paese, dal 33% negli anni '70 al 39% alla fine degli anni '80 fino al 60% del periodo 2005-2009 - spiega Francesco Cognetti, Presidente Fondazione Insieme contro il Cancro e Direttore Oncologia Medica Regina Elena di Roma -. Il tumore non è più un male incurabile". Nel mondo le neoplasie sono in costante aumento, da 12,7 milioni di casi nel 2008 fino a 18,1 milioni nel 2018. Lo sport "è vita, con cadute e risalite, proprio come la lotta contro il cancro - afferma Giovanni Malagò, Presidente CONI, che firma la prefazione del libro -. Un perfetto parallelismo che trova la sua essenza nella ricerca, ovvero nel duro lavoro quotidiano degli oncologi impegnati nello studio di nuove metodologie per sconfiggere una malattia che si può curare. Un cammino non sempre agevole, ma che nel corso degli ultimi decenni ha prodotto risultati di assoluto valore".

Tra le storie, quelle di Daniele Lupo e Paolo Pizzo, due dei protagonisti ai Giochi di Rio de Janeiro del 2016, dove conquistarono entrambi la medaglia d'argento rispettivamente nel beach-volley e nella spada a squadre. Questi ragazzi, come gli altri protagonisti del libro, sono atlete ed atleti dal grande coraggio, che si sono affidati a medici che li hanno saputi condurre verso la strada della guarigione. "In Italia - sottolinea Mauro Boldrini, direttore della comunicazione di Insieme contro il cancro - ogni anno 74.200 casi di tumore (il 20% del totale) potrebbero essere evitati grazie al movimento, con conseguenze importanti anche in termini di risparmi. Nonostante queste evidenze, sono ancora troppi i sedentari: nel nostro Paese, il 35% della popolazione non pratica alcuna attività sportiva, il 31,5% è in sovrappeso e il 10,8% è obeso".

I capitoli finali del libro sono focalizzati proprio sulla prevenzione, con un approfondimento dedicato ai principali sport olimpici, che possono produrre benefici per la salute. Quanto all'assistenza, "il vero salto di qualità dell'assistenza oncologica nel nostro Paese può essere messo in atto solo a partire dalla realizzazione di un reale sistema di reti oncologiche regionali, per assicurare uniformità di comportamenti, governo dei percorsi dei pazienti ed equità di accesso alle cure in tutte le fasi della malattia", conclude Giordano Beretta, Presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA