Coronavirus: superati i centomila malati, 619 morti e 2.079 guariti

Sequestrate mascherine e farmaci anti-covid a Monza. I consigli dell'Iss: rendere la quarantena 'un'opportunità per migliorare la salute'

Redazione ANSA ROMA

E' un trend altalenante. Una curva che ogni giorno rivela la triste conta dei morti. Messo da parte l'ottimismo della prima ora, figlio dei dati che lentamente sembrano invertire la rotta, l'Italia sfonda il muro dei 100 mila malati, con altri 619 decessi in 24 ore. L'unico segnale positivo arriva dai numeri della terapia intensiva, in discesa per l'ottavo giorno consecutivo. La situazione più delicata, come ormai da oltre un mese, è quella della Lombardia che, davanti all'ennesimo aumento di morti e contagiati, decide di confermare le misure restrittive e allungare la quarantena per i positivi fino al 3 maggio. E niente riapertura di librerie e cartolerie come previsto dall'ultimo dpcm . Una misura che con ogni probabilità sarà adottata anche da altre regioni, come il Piemonte, che ha registrato un balzo di 594 malati e 101 vittime in più. Nel Lazio, invece, l'accesso alle librerie sarà consentito esclusivamente indossando guanti e mascherina.

E rispetto all'ipotesi di una imminente Fase 2, è lo stesso commissario Domenico Arcuri a spegnere gli entusiasmi. "Se sbagliamo il momento della graduale uscita dall'emergenza - ha avvertito - continueremo a correre il rischio di diffusione del contagio, ma con danni ancora più pesanti". Proprio per questo ha voluto aprire la sua conferenza stampa con un accorato appello agli italiani. "Non fate sciocchezze, usate il cervello - ha detto -, continuate a seguire le prescrizioni e non uscite di casa".

"Non abbiamo sconfitto il virus - gli fa eco il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli -, bisogna continuare a tenere i comportamenti richiesti. Anche in Lombardia siamo sulla strada giusta per contenere il virus". Parole che arrivano dopo l'annuncio dell'assessore regionale, Giulio Gallera, sul raddoppio dei contagi nella provincia di Milano. "Non è assolutamente finita, non dobbiamo abbassare in nessun modo la guardia - ha rimarcato -. Non dobbiamo pensare che il peggio sia passato perché i dati non sono stabili". E intanto, proprio la Lombardia apre lo scontro con il governo, prima sul dpcm e poi sulla cassa integrazione. Il governatore, Attilio Fontana, in mattinata annuncia l'anticipo della cig per un milione di lombardi spiegando che "se lo Stato non c'è, garantiamo noi". Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, replica a stretto giro sostenendo che "non sono arrivate all'Inps richieste dalla Regione Lombardia" e bollando come "infondate" le polemiche del governatore.

IL MINISTRO SPERANZA: 'IL RITORNI ALLA NORMALITA' CON IL VACCINO'- "Stiamo lavorando a una risposta di sistema per riportare famiglie, imprese e persone a ricominciare a vivere pienamente le proprie esistenze. Lo faremo quando la comunità scientifica consegnerà al mondo il vaccino, ma nel frattempo dobbiamo tenerci pronti ed essere all'altezza. Fino a quando non avremo un vaccino il distanziamento sociale è l'unica arma che abbiamo". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha presentato l'hub della terapia intensiva promosso dalla Regione Emilia-Romagna. "Siamo dentro a questa crisi, guai a pensare che i segnali incoraggianti che arrivano, come il primo alleggerimento delle terapia intensive siano uno scampato pericolo. Cogliamo i primi frutti di sacrifici enormi, ma siamo ancora dentro questa crisi, ci sarà bisogno ancora di una stagione di grande rigore per non vanificare il lavoro straordinario fatto. Basta poco, anche una leggerezza in più". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, alla presentazione dell'hub di terapia intensiva in Emilia-Romagna. 

"Se "la soluzione definitiva arriverà col vaccino", è necessario, nei prossimi mesi avere un sistema pronto ad affrontare la situazione. In questo senso, secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, va il progetto varato dalla Regione Emilia-Romagna di un hub da quasi 150 posti di terapia intensiva. "Il virus - ha detto - si può diffondere, ci possono essere seconde ondate, il sistema deve essere pronto, il servizio sanitario nazionale deve avere la forza di farsi trovare pronto di fronte a ipotesi negative che non ci auguriamo ma che non possiamo escludere".

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