Coronavirus: salgono i guariti sono 7.432. Iss: 'Ora evitare la crescita al sud'

Gli effetti del lockdown non si vedranno prima del 4 aprile. Contagiati 4.824 operatori sanitari, il doppio della Cina. Sale a 19 il numero di medici deceduti a causa del coronavirus

Redazione ANSA

Non è ancora un trend ed è troppo presto per dire che la curva si è arrestata, ma per il secondo giorno consecutivo i numeri fotografano un'Italia in cui calano sia l'incremento dei malati che quello delle vittime di coronavirus. E, per la prima volta dall'inizio dell'emergenza, in Lombardia i ricoveri in ospedale sono in diminuzione. Dati positivi che rischiano però di essere vanificati se al sud - dove il contagio non è ancora esploso - continueranno ad esserci troppe persone in strada.

In un momento speciale come il presente la Protezione civile ha bisogno di rapidità, non siamo dei burocrati. La riflessione è del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, intervistato da La Repubblica. A fronte dei 63mila ammalati complessivamente censiti in Italia, il numero uno del dipartimento spiega che il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti 'è credibile'. E insiste sull' urgenza di trovare apparecchiature per la terapia intensiva e mascherine: deve partire la produzione nazionale, prima possibile, dice.

I NUMERI

Sono 7.432 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 408 in più di ieri ha detto il commissario per l'emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. Ieri l'aumento dei guariti era stato di 952. Le vittime italiane sono complessivamente 6.077 le vittime di coronavirus in Italia, con un aumento rispetto a ieri di 601. E i contagiati sono complessivamente 50.418, con un incremento rispetto a ieri di 3.780: domenica l'incremento era stato di 3.957. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 63.927.

"Il nostro grande sforzo è evitare che le curve" di crescita del virus viste nelle regioni del nord, "non si ripetano al sud. La scommessa di queste misure e del nostro paese è evitare che si riproducano le curve al sud", ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa alla protezione civile.

E anche il premier Giuseppe Conte che ha incontrato le opposizioni a Palzzo Chigi ha loro evidenziato - secondo quanto viene spiegato - che le ultime misure più restrittive prese nel Dpcm sono state frutto di "una decisione ritenuta necessaria per l’area più critica del Nord, ma sicuramente anche utile in funzione preventiva per il Centro e il Sud".

"Oggi si conferma il trend in calo - dice anche l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera - possiamo dire che è il primo giorno positivo, non è il momento per cantar vittoria ma finalmente vediamo una luce in fondo al tunnel".

E' stato dimesso dal San Matteo di Pavia Paziente 1, il 38enne di Codogno ritenuto il primo caso accertato di Coronavirus in Italia. Mattia, questo il suo nome, la sera del 19 febbraio era stato ricoverato nel presidio ospedaliero della cittadina del Lodigiano per poi essere trasferito tra il 21 e il 22 in condizioni disperate nella rianimazione dell'ospedale pavese. Lo scorso 9 marzo ha cominciato a respirare autonomamente. 'Io sono stato fortunato, state a casa', ha detto in un video trasmesso sulla pagina Fb di Lombardia Notizie. 

STRETTA SUI CONTROLLI - Via libera all'impiego di droni per "le operazioni di monitoraggio degli spostamenti dei cittadini sul territorio comunale" da parte delle Polizie locali. Lo prevede una disposizione dell'Enac - valida fino al 3 aprile - che consente di derogare ad alcune norme del regolamento sugli aerei a pilotaggio remoto, "nell'ottica di garantire il contenimento dell'emergenza epidemiologica Coronavirus". Le esigenze di impiego di questi mezzi sono state manifestate "da numerosi comandi delle polizie locali". Intanto dovrebbe tenersi martedì alle 15 una riunione del Consiglio dei ministri. Sul tavolo potrebbe esserci anche un decreto per inasprire le sanzioni per chi viola le norme anti-contagio.

AD APRILE I PRIMI RESPONSI SULLE MISURE - Intanto bisognerà attendere il 4 aprile prima di riuscire a vedere gli effetti delle misure più restrittive adottate l'11 marzo, successivamente a quelle del 9 marzo: è la valutazione del fisico Giorgio Parisi, esperto di sistemi complessi dell'Università Sapienza di Roma e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). "Il numero dei decessi - ha rilevato - sta aumentando, ma a un ritmo più lento di prima e potrebbe continuare ad aumentare per un tempo molto lungo".

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